Siria-Turchia, nessuna guerra in vista

La Turchia non risponderà militarmente alla decisione siriana di abbattere, il 22 giugno 2012 nei cieli del Mediterraneo orientale, un caccia turco con a bordo due piloti di cui ancora oggi (23 giugno) non si hanno notizie.

Secondo Damasco il veicolo è stato abbattuto dalla contraerea siriana perché aveva “violato lo spazio aereo siriano”. Dopo alcune ore di silenzio, anche la Turchia ha confermato: un aereo militare, un F-4, è stato abbattuto dalla contraerea siriana di fronte a Capo Bassit, in Siria, a pochi km a sud dal confine con la Turchia.

L’episodio si è verificato ad appena 24 ore dalla diserzione, senza precedenti, di un pilota dell’aviazione militare siriana, che ha dirottato il suo Mig-21 verso l’aeroporto di Mafraq, nel nord della Giordania, a poche decine di km dal confine con la Siria.

Il pilota, Hassan al Hamade, è originario di Dayr az Zor, nell’est della Siria. Ha chiesto e ottenuto il 21 giugno asilo politico in Giordania. A differenza dell’episodio riguardante l’F-4 turco, per ora ignorato dai media ufficiali siriani, il caso di Hamade, primo pilota a disertare e a fuggire all’estero a bordo di un veicolo militare siriano, è stato confermato dalle autorità di Damasco che hanno dichiarato il colonnello un “traditore della patria”.

Nonostante le tensioni diplomatiche e politiche tra Ankara e Damasco sullo sfondo della mattanza in corso in Siria e l’afflusso finora, dopo 15 mesi di violenze, di circa 30.000 profughi siriani nel sud della Turchia, le autorità turche hanno deciso di tenere un profilo basso nella vicenda.

Hanno detto che è stata aperta un’inchiesta. E il presidente Abdallah Gul non ha escluso che l’F-4 abbia violato, anche se per pochi attimi, lo spazio aereo siriano. Dovranno quindi ricredersi coloro che speravano che la Turchia si appellasse all’articolo n.5 della Carta Nato, che prevede l’intervento dei Paesi dell’Alleanza atlantica a fianco di un membro Nato colpito da un Paese terzo.

Anche all’inizio di aprile scorso, quando militari governativi siriani avevano sparato e ucciso dei civili in territorio turco, Ankara aveva deciso di non reagire.