Siria, il regime ammette la presenza di disertori

Il presidente siriano Bashar al Assad ha concesso un’amnistia per i soldati dell’esercito governativo che hanno disertato in questi 13 mesi di rivolta anti-regime e che nell’arco dei prossimi tre mesi torneranno nelle caserme, riconoscendo implicitamente per la prima volta l’esistenza di militari ribelli.

Lo riferisce l’agenzia ufficiale Sana, citando un nuovo decreto legislativo (il n.30 del 2012), secondo il quale i militari che hanno disertato prima del 2 maggio 2012, che sono rimasti nel Paese e che non si sono macchiati di crimini di sangue hanno 90 giorni di tempo per consegnarsi alle autorità “senza esser perseguiti”.

Analogamente, coloro che hanno disertato prima del 2 maggio 2012 ma sono fuggiti dal Paese, hanno 120 giorni di tempo per tornare alle caserme. E’ di fatto la prima volta che il regime ammette pubblicamente l’esistenza di militari disertori tra le file dell’esercito governativo.

Gran parte dei disertori si è unita per formare l’Esercito libero, nata per proteggere i cittadini siriani che si oppongono al regime dalla repressione in atto da oltre un anno e che ha causato la morte, secondo il bilancio non aggiornato dell’Onu, di oltre 9.000 persone, per lo più civili