Siria, in carcere un editore. Anche lui “terrorista”?

Prosegue la campagna di arresti di intellettuali siriani da parte dei servizi di sicurezza del regime di Damasco, che accusa terroristi e fondamentalisti islamici di esser dietro alle violenze che scuotono il Paese, da oltre un anno teatro di repressione delle proteste popolari anti-governative.

Il centro siriano di studi e di ricerche giuridiche, diretto dall’avvocato Anwar al Bunni, difensore di numerosi dissidenti e oppositori, ha riferito oggi che sabato scorso Imad Huriye, critico teatrale ed editore letterario è stato arrestato dai servizi di sicurezza militari in pieno centro a Damasco, nella libreria dove lavora all’interno dell’Hotel Cham.

La casa editrice di Huriye, Umsiya, ha pubblicato tra l’altro la versione originale araba del romanzo “Elogio dell’odio” di Khaled Khalifa, in italiano edito da Bompiani e pubblicato l’anno scorso.

Nel suo libro, Khalifa, originario di Hama, dipinge un ritratto della città teatro nel 1982 del massacro di migliaia di persone da parte delle forze del presidente Hafez al Assad, padre dell’attuale raìs.

Nei giorni scorsi, sempre a Damasco, sono stati arrestati dai servizi di sicurezza l’intellettuale e saggista Salama Kayla, di origini palestinesi, e lo psicologo Jalal Nawfal. Come accade in questi casi, i familiari non hanno notizie di dove sono rinchiusi i loro cari.