Siria, la defezione del vice ministro del petrolio

“Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, io, ingegnere Abdo Hussameddin, vice ministro del petrolio e delle risorse minerarie e membro del partito arabo socialista al Baath, annuncio la mia defezione dal regime e le mie dimissioni da vice ministro…”.

Così comincia il video messaggio pubblicato nella notte tra il 7 e l’8 marzo 2012 su Youtube (vedi sotto) da attivisti che hanno aiutato Hussameddin, 58 anni, ad annunciare la sua defezione, finora quella del più alto quadro politico del regime siriano.

“Mi unirò alla rivoluzione del popolo che rifiuta l’ingiustizia e la campagna brutale del regime”, afferma il vice ministro in carica dal 2009. Husameddin annuncia che non parteciperà all’11/mo congresso del Baath, previsto a Damasco alla metà di marzo.

“Ho servito il governo siriano per 33 anni e non posso continuare a stare al servizio di un regime criminale… per questo ho intrapreso il giusto cammino ben sapendo che il regime brucerà la mia casa, perseguiterà la mia famiglia e fabbricherà delle menzogne”.

Le dimissioni di Husameddin giungono in corrispondenza del 49/mo anniversario dell’avvento al potere del partito Baath in Siria. Era l’8 marzo 1963.

“Dopo un anno di silenzio, invito i miei colleghi che occupano incarichi governativi a seguire il mio esempio e a dimettersi…e ad abbandonare la nave che affonda”, prosegue Husameddin, che accusa Russia e Cina di “non essere amici del popolo siriano ma complici degli assassini dei siriani”.

Nei mesi scorsi avevano disertato anche il procuratore generale di Hama, Adnan Bakkur (di cui si sono perse le tracce dopo che si era detto che era riparato a Cipro) e Muhammad Sulayman al Hamad, dirigente del ministero della difesa, riparato al Cairo.

Finora i media ufficiali siriani non hanno commentato l’annuncio di Husameddin. Conoscendo bene la loro tecnica, è probabile ma non sicuro che nell’arco delle prossime 24-48 ore forniranno la loro versione dei fatti.

O diranno che Husameddin è stato rapito da terroristi, drogato, vestito con giacca e cravatta e costretto a leggere sotto la minaccia della morte un documento. Per provare questo intervisteranno qualche cugino o qualche familiare affermando che in effetti il vice ministro è scomparso di casa ed è stato portato via da uomini incappucciati nella notte. In casi analoghi sono arrivati a dire che i terroristi hanno portato i sequestrati nel vicino Libano, nella località di Arsal, “nota per essere un covo di qaedisti” e che lì hanno registrato il video.

Oppure, alla vecchia maniera – quella usata nel 2000 per screditare l’operato dell’ex premier Mahmud al Zu’bi, che doveva fare posto a Muhammad Mustafa Miro – diranno che Husameddin era accusato di corruzione, che lo avevano scoperto con le mani nel sacco a rubare nelle casse dello Stato e che ha sfruttato questa situazione per darsi alla macchia. Ma la giustizia trionferà… e “la Siria uscirà più forte di prima da questa crisi”… Allah Suriya Bashar w bass!