Siria, l’orrore delle carceri di al Qaida

Vessillo dell'Isis a Raqqa (Nour Fourat/Reuters)

La tortura, le esecuzioni sommarie e le fustigazioni, anche di ragazzi a partire dai 14 anni, sono tra le violazioni dei diritti umani commesse nei centri di detenzione dei ribelli qaedisti nel nord della Siria, secondo un rapporto reso noto il 19 dicembre da Amnesty International.

L’organizzazione riporta testimonianze di persone rinchiuse in sette centri di detenzione dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), piattaforma qaedista in Siria. Tre centri di detenzione sono nella città di Raqqa, due nella sua provincia e due ad Aleppo.

L’Isis è sospettato di detenere anche cittadini stranieri, tra i quali giornalisti catturati mentre coprivano il conflitto siriano e il padre gesuita romano Paolo Dall’Oglio, scomparso proprio a Raqqa alla fine di luglio.

Fustigazioni e torture con scariche elettriche sono tra le pratiche piu’ usate contro i prigionieri, arrestati con le più svariate accuse: dal furto a presunti comportamenti anti-islamici, come il fumo o il sesso al di fuori del matrimonio, dall’opposizione allo stesso Isis all’appartenenza a gruppi armati rivali.

Testimoni hanno riferito di avere visto anche due ragazzi di 14 anni venire frustati. Alcuni ex detenuti hanno riferito di ‘processi’ grotteschi della durata di pochi minuti tenuti nel centro di detenzione di Sidd al Baath, nella provincia di Raqqa, da un giudice islamico con indosso un giubbetto esplosivo.

In alcuni casi gli imputati sono stati condannati a morte e la sentenza è stata applicata. In almeno un caso il giudice ha partecipato personalmente alla fustigazione di un condannato.

“Dopo anni in cui e’ stata preda della brutalita’ del regime di Assad, la gente di Raqqa e Aleppo soffre ora per una nuova forma di tirannia imposta dall’Isis”, ha affermato Philip Luther, direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa.