Siria, “oppositori in esilio tornate nelle zone liberate!”

L’opposizione siriana in esilio deve tornare in Siria, nelle zone liberate dal regime, e amministrarle per il bene della popolazione locale: è l’appello rivolto stamani dagli attivisti siriani in patria, che invocano il ritorno dei dissidenti e oppositori all’estero.

Nel comunicato dei i Comitati di coordinamento locali degli attivisti, si legge: “La liberazione di ampie aree della Siria da parte degli eroi della rivoluzione e dell’Esercito libero (i ribelli) è un grande risultato che offre ha offerto sostegno all’opposizione politica fuori dalla Siria nella sua battaglia contro il regime”.
“Ma in cambio – affermano gli attivisti – l’opposizione politica deve recarsi nelle zone liberate per aiutare i ribelli nell’amministrare questi territori e offrire loro una ragione per continuare questa battaglia”.

Nell’ennesimo venerdì di proteste pacifiche non violente, migliaia di manifestanti siriani sono tornati il 15 febbraio 2013 in piazza nelle zone non più formalmente controllate dalle forze lealiste e sono stati esposti striscioni con slogan inneggianti al ritorno in patria degli oppositori all’estero.

La Coalizione nazionale siriana è la principale piattaforma di oppositori in esilio riconosciuta dai Paesi occidentali ma i suoi vertici e i suoi membri continuano a risiedere tra il Cairo, Istanbul, Doha, Parigi, Bruxelles, Londra.