Siria, terroristi uccidono figlio leader politico

A quattro giorni dalle elezioni legislative siriane, il figlio di un leader di una corrente politica vicina al regime è stato ucciso da non meglio precisati terroristi. Lo riferiscono stamani i quotidiani governativi di Damasco.

Il giornale al Baath, dell’omonimo partito al potere in Siria da mezzo secolo, scrive il 3 maggio 2012, citando anonime fonti della regione di Hama, che Ismail Haidar, figlio di Ali Haidar, leader dell’ala pro-regime del Partito nazional-sociale siriano (Pssn), è stato ucciso assieme a un suo amico nei pressi di Masyaf, nel centro della Siria da “un gruppo di terroristi armati”.

La morte è confermata dal Centro di documentazione delle violazioni in Siria, che pubblica una scheda su Ismail Haidar, 22 anni.

I media ufficiali attribuiscono a terroristi pagati da Turchia, Qatar, Arabia Saudita e Israele le violenze in Siria, scossa da oltre un anno da una sanguinosa repressione militare e poliziesca delle proteste popolari anti-regime.

Nell’ottobre scorso, sempre a non meglio precisati terroristi il regime attribuiva l’uccisione del figlio del Gran Mufti di Siria, lo shaykh Ahmad Hassun, la più alta autorità religiosa sunnita del Paese di nomina governativa.

Il Pssn ha una lunga tradizione di ostilità al regime baatista di Damasco, che sin dagli anni ’60 epurò però i suoi quadri e dalla metà degli anni ’90 dette vita a una corrente lealista che solo nei primi anni 2000 ha ottenuto l’accesso in Parlamento dominato dal Fronte nazionale progressista guidato dal Baath.

Parlando all’agenzia ufficiale Sana, Ali Haidar, padre della vittima, ha detto di non aver bisogno di condoglianze perché “il sangue del figlio Ismail non è più prezioso di quello di tutti gli altri siriani caduti martiri o che cadranno martiri nei prossimi giorni”.

“Chi impugna le pistole non ci terrorizzerà e non ci metterà a tacere, né ci impedirà di lavorare giorno e notte per stabilire pace e sicurezza in Siria”, ha aggiunto Haidar, così citato dalla Sana.