Suleiman, Libano a riparo da rivolta siriana

La rivolta popolare in corso in Siria contro il regime del presidente Bashar al Assad “non ha ripercussioni in Libano”: parole del presidente libanese il generale Michel Suleiman, cristiano maronita, nominato capo di Stato tre anni fa proprio col beneplacito di Damasco, che esercita su Beirut una tradizionale influenza politica.

Citato stamani dalla stampa libanese, Suleiman ha assicurato che mentre nel mondo arabo soffia il vento del cambiamento, “il Libano è meno in pericolo di altri Paesi della regione” perché “può esser protetto dalla sua unità nazionale e dal consenso interno”.

L’attuale governo libanese è guidato da Najib Miqati, premier vicino alla Siria ed espressione della coalizione di maggioranza dominata dal movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, alleato di Damasco.

Intervistato dalla tv locale Mtv durante il suo soggiorno a New York per partecipare ai lavori dell’Assemblea generale dell’Onu, Suleiman ha deto di aver “incoraggiato il presidente al Assad a realizzare la democrazia. Ha dato il via ad alcune riforme che si sono rivelate insufficienti per le richieste popolari”, ha concluso Suleiman, ex capo dell’esercito libanese nominato responsabile delle forze armate nel 1998 proprio su indicazione di Damasco.