Trabulsi e il confessionalismo in Libano

A History of Modern Lebanon di Trabulsi, da leggere!(di Chiara Calabrese) “Più che invocare la caduta del regime confessionale, in Libano bisognerebbe invocare l’applicazione della Costituzione”. Cosi Fawaz Trabulsi, docente di Scienze politiche all’Università americana di Beirut (Aub) ha risposto ad alcuni attivisti di un movimento laico, nato nella capitale libanese nella primavera del 2011, all’insegna dello slogan “Il popolo vuole la caduta del regime confessionale”, ispirato a quello delle rivolte arabe (“Il popolo vuole la caduta del regime”).

Trabulsi è stato mercoledì 26 ottobre a Beirut nei locali dell’Istituto francese di studi sul Vicino Oriente (Ifpo) il moderatore di un dibattito tra alcuni rappresentanti del movimento per la caduta del regime confessionale. La riunione era stata convocata per discutere le cause che hanno portato il movimento a sciogliersi nel giugno scorso.

Secondo gli attivisti, la causa principale del fallimento del movimento è stata paradossalmente lo scoppio della rivolta siriana e nell’influenza che questa ha avuto in Libano, dividendo gli anti-confessionalisti in sostenitori e oppositori del regime di Bashar al-Asad.

“Questi diverbi – ha raccontato Bassem, uno degli attivisti intervenuto all’Ifpo – hanno segnato la fine del movimento e quindi la fine delle manifestazioni e dei sit-in”, che da febbraio a giugno erano state organizzate a intervalli quasi regolari per le vie di Beirut.

Trabulsi ha criticato invece l’approccio stesso degli attivisti alla questione del confessionalismo in Libano. “L’attuale governo libanese (cosi come quelli passati) sono anti-costituzionali, in quanto non rispettano ciò che è scritto nella Costituzione”.

“Nel testo costituzionale – ha detto – oltre ai diritti concessi alle varie comunità sono menzionati anche diritti concessi agli individui”. Per Trabulsi, siamo di fronte a un regime confessionale, dove le persone non hanno diritti in quanto cittadini di uno Stato, ma in quanto appartenenti ad una determinata comunità.

Secondo il professore dell’Aub in cambio di questo regime confessionale non si deve inoltre proporre un sistema laico: “il Libano non è uno Stato religioso, ma è un regime democratico dove ogni cittadino ha, almeno sulla carta, pari diritti”. L’abbattimento del sistema confessionale non passa per l’imposizione di un laicismo estraneo, ma per la semplice adozione dei principi previsti dalla Costituzione libanese.