Lecito uccidere siriani. Solo con bombe convenzionali

This(di Alberto Savioli) Una delle armi della propaganda filo-regime siriano, diffusa anche su siti italiani che si presentano come “alternativi” o di “contro-informazione”, è quella di negare l’uso da parte delle forze lealiste di ordigni convenzionali contro civili delle località solidali con la rivolta.

Il 22 agosto scorso, all’indomani dell’attacco con sostanze chimiche nella Ghuta a est di Damasco, stavo leggendo delle notizie su uno di questi siti. La mia attenzione era rivolta a uno dei commenti all’articolo, “postato” da un certo Franco, che scriveva: “chiaramente è un crimine orribile usare armi chimiche, ma mi chiedo se non lo sia altrettanto lanciare ordigni come questo (M.O.A.B.?) coi quali non si colpisce solo un ostile armato, ma anche qualsiasi civile si trovi nell’area…è “normale” lanciare bombe come queste su una città o è considerato un crimine di guerra? Chi può averle usate? Da quello che si legge devono averne già usate 4 o 5 di queste, ne sapete qualcosa?”.

Il video postato il 1 agosto mostrava un’esplosione enorme sulla città di Homs. Il titolo alludeva a un’esplosione simile ad una bomba nucleare.

Al signor Franco rispondeva la redazione del sito in questi termini: “Per quanto riguarda il video della “superbomba” mi sembra un videomontaggio effettuato sovrapponendo ad una ripresa della città (perchè mai l’operatore video si trovava lì in quel momento?) il video di una (piccola) esplosione nucleare, tipo test nel deserto Nevada negli anni 60. Se avessi un po’ di tempo in più sono certo che potrei trovarti il filmato di quell’esplosione. Se hai tempo e voglia puoi fare tu una ricerca su youtube. Continua a seguirci.

Già in passato lo stesso sito aveva negato la possibilità che il regime utilizzasse bombe a grappolo, l’articolista scriveva che: “Quanto alle cluster lanciate su Aleppo, il governo nega perfino di averle. I link che manda Alberto Savioli mostrano membri dell’opposizione armata vicino a ordigni che potrebbero anche essere stati trafugati, o portati lì dalla Turchia ecc. Insomma nessuna prova di chi le usi”. Tuttavia, risultava chiaro già allora che il regime faceva ampio uso delle cluster bombs e delle bombe al fosforo, come aveva denunciato SiriaLibano (1, 2) e come era documentato ampiamente da Human Right Watch (HRW) (1, 2).

Per questo motivo, seguendo il suggerimento del signor Franco, ho compiuto una serie di ricerche su questi ordigni MOAB, che potevano essere stati utilizzati su Homs. Un altro video in cui si vede la stessa esplosione da altra angolatura, suggerisce invece si tratti di un’esplosione di un deposito di armi, infatti non si nota alcun ordigno che cade dal cielo.

Il nome MOAB è l’acronimo di Mother Of All Bombs, che sono delle Air Blust Bombs, in poche parole delle bombe termobariche, ordigni che sfruttano l’ossigeno circostante per generare un’esplosione ad altissima temperatura. L’onda d’urto prodotta da quest’arma, è più significativa e di lunga durata rispetto a qualsiasi altra bomba convenzionale.

Ma le MOAB sono ordigni di fabbricazione statunitense, non in possesso dell’esercito siriano. Per questo motivo, in un articolo in cui si intervista Greg Thielmann, esperto di armamenti ed ex funzionario del Dipartimento di Stato americano, in merito all’esplosione del 1 agosto 2013 su Homs, si ipotizza che sia stato compiuto un attacco al regime di Assad, ed il responsabile sia il nemico di sempre, Israele. Così si esprime Thielmann in proposito: “Israele è l’unica nazione che può schierare questi tipi di armi impunemente senza timore di un contrattacco”.

In un video pubblicato il 18 settembre 2013, si vede una bomba che cade con il paracadute, in questo caso, la modalità di caduta e gli effetti dell’esplosione sembrano essere del tutto simili a quelli che si vedono in un video in cui viene testata una MOAB. Essendo la Russia il maggior fornitore di armi del regime, è nell’arsenale di questo paese che bisogna cercare.

Nel 2007 i russi hanno testato per la prima volta una bomba termobarica, denominata Aviation Thermobaric Bomb of Increased Power (ATBIP), detta anche FOAB (Father Of All Bombs), si tratta del più potente ordigno convenzionale (non nucleare) in circolazione, con un raggio di distruzione totale di 300 metri. Sarebbe quattro volte più potente delle MOAB americane, il cui nome convenzionale è GBU-43 Massive Ordnance Air Blast bomb.

Ancora una volta, come avvenuto precedentemente per le bombe a frammentazione e per le bombe al fosforo, i sospetti sembrano diventati realtà. Come si può vedere in questo video la nube creata in seguito all’esplosione è diversa da quella creata da una “normale” bomba, è del tutto uguale a quella che si può osservare nel video in cui vengono testati dei missili termobarici russi, e 400 di questi ordigni sono appena stati inviati dalla Russia al regime di Damasco.

Il 1 ottobre, HRW ha denunciato il ricorso da parte dell’esercito siriano delle Vacuum bombs ossia esplosivi a carburante contro i civili, un ordigno di questo tipo è stato usato dall’aviazione del regime ed ha colpito una scuola nella città di Raqqa, dodici alunni e due civili sono stati disintegrati e bruciati dall’esplosione, HRW ne riporta nomi e generalità.

La stampa di “controinformazione” e la propaganda di regime, danno credito a soggetti che video alla mano, smontano l’utilizzo del gas sarin e l’uso di ordigni chimici nella Ghouta da parte di Asad, non considerando degna di credito Razan Zaitouneh avvocato e attivista per i diritti umani, personalmente presente all’attacco della Ghouta. Questi organi di “controinformazione” naturalmente non possono utilizzare le centinaia di video che inchiodano il regime ai propri crimini contro la popolazione civile, che mostrano cluster bombs, bombe al fosforo, barrel bombs, bombe termobariche ed esplosivi a carburante, per questo motivo non se ne parla e vengono ignorati.

A questi soggetti che coscientemente o meno, diventano strumenti propagandistici del regime (senza voler sminuire i crimini dei ribelli armati là dove vengano compiuti), riproporrei la domanda fatta dal signor Franco che non ha ancora trovato risposta: “è normale lanciare bombe come queste su una città o è considerato un crimine di guerra?”.

Successivamente all’uscita di quest’articolo, lunedì 11 novembre, Human Rights Watch ha denunciato l’utilizzo di ordigni incendiari da parte del regime siriano. HRW ha realizzato un video in cui si vedono le vittime di questi attacchi, ci sono testimonianze di medici ed è stata pubblicata anche una mappa dove sono posizionati i luoghi di questi attacchi. Il memorandum di 20 pagine stilato dall’associazione, che testimonia l’uso di bombe incendiarie, è frutto di una ricerca sul campo e di altra documentazione. HRW ha documentato con indagini sul campo, fotografie e video, che l’aviazione siriana ha effettuato almeno 56 attacchi dal novembre 2012 al settembre 2013.  Human Rights Watch e il Centro di documentazione delle violazioni in Siria hanno registrato in dettaglio quattro diversi attacchi con armi incendiarie che hanno provocato la morte di almeno 41 civili e il ferimento di altri 71. Due degli attacchi sono avvenuti su due scuole in quartieri residenziali. La dott.ssa Saleyha Ahsan, un medico britannico di medicina d’emergenza, lavorava come volontaria in un ospedale del governatorato di Aleppo il 26 agosto 2013, quando decine di vittime hanno cominciato ad arrivare a causa di un attacco con armi incendiarie, avvenuto su una scuola piena di ragazzi che studiavano per gli esami, l’intervista al medico è presente anche nel video pubblicato da HRW. Vale la pena di ricordare che Human Rights Watch è stata definita un’associazione credibile dallo stesso Asad.