Zebari, “accordo Usa-Russia per mantenere Asad al potere”

Il ministro degli esteri iracheno Hoshyar ZebariBashar al Asad  rimarrà formalmente “presidente siriano” fino allo scadere del suo mandato nel 2014. L’accordo è stato raggiunto – secondo il ministro degli esteri iracheno Hoshyar Zebari – da Russia e Stati Uniti.

Lo stesso ministro curdo (foto) ha confermato che il regime di Damasco è ricorso ad armi chimiche contro territori siriani ma non su larga scala. Sono solo alcuni punti chiave dell’intervista a Zebari pubblicata lo scorso 13 luglio dal quotidiano panarabo-saudita ash Sharq al Awsat.

(…) “In Siria è ormai una guerra regionale nel vero senso della parola. La Russia ha una posizione chiara e sincera: sostiene Asad con tutti i tipi di armi. Iran e Hezbollah hanno posizioni simili. Dall’altra parte, chi sostiene l’opposizione, non è pronto ad aprire un confronto diretto e, quindi, agisce per procura. O tramite operazioni segrete e circoscritte nel territorio siriano, fornendo informazioni di intelligence o denaro”. (…)

“Noi iracheni ci troviamo tra due fuochi, tra l’Iran che è un nostro alleato e gli Stati Uniti che sono un altro nostro alleato. Il problema per noi è mantenere la nostra posizione, la nostra neutralità. (…) Non inviamo armi in Siria. Come non siamo responsabili dell’ingresso in Siria di miliziani, per lo più sciiti. Non incoraggiamo, non approviamo, né sosteniamo questo movimento”. In passato Zebari aveva denunciato l’ingresso in Siria di miliziani fondamentalisti sunniti. (…)

“La delegazione ufficiale siriana quando è venuta a Baghdad (lo scorso 25 maggio, ndt) ci ha chiesto due cose: di inviare danaro alla banca centrale siriana; di inviare petrolio greggio a prezzi di favore. Abbiamo detto che non possiamo violare le norme internazionali” (…).

(…) “Da settembre 2012 abbiamo cominciato a perquisire in modo arbitrario gli aerei iraniani e siriani ma non abbiamo trovato materiali letali. Quegli aerei forse portano altre cose, ma noi non abbiamo i mezzi per impedire alcun tipo di trasporto di armi. Agli occidentali ho detto che se vogliono fermare questo ponte aereo iraniano sopra i cieli iracheni, che lo facciano. Noi abbiamo comunicato all’Iran che rifiutiamo e condanniamo questo trasporto attraverso il nostro spazio aereo”. (…)

(…) “Il regime siriano ha ripreso le redini dell’iniziativa militare. Già prima della presa di Qusayr (5 giugno ndt). Aveva cominciato a Daraa e nella regione di Damasco. Attualmente Homs e Aleppo sono circondate. Il regime ha visto che non ci sono reazioni internazionali alla sua escalation militare, all’uso di ogni tipo di arma persino quelle chimiche ma non su larga scala Per esempio, in Giordania gli Stati Uniti ha dispiegato batterie di missili Patriot e ha lasciato gli F-16. Eppure al regime siriano appare evidente che non ci sarà quell’intervento straniero che tanto temeva e che queste azioni sono soltanto apparenti” (…)”.

(…) “Russi e americani si sono accordati perché Asad rimanga fino al suo mandato nel 2014 Ma non è chiaro se gli americani abbiano ottenuto o no la promessa dai russi che Asad se ne andrà allora. Per quanto ci riguarda, il futuro sarà deciso solo dai siriani e non ci sarà alcun intervento straniero. A meno che non avvengano degli eventi come un massacro enorme, l’uso su larga scala di armi chimiche. (…) Attualmente non c’è capacità d i cambiare il regime”. (…).