15 marzo 2011. Un anno già

Era il 15 marzo di un anno fa. E mi trovai a scrivere la prima notizia della rivoluzione siriana. Non ne avevo coscienza. Come non ne aveva coscienza nessuno in realtà. Nemmeno i protagonisti dell’inedito corteo di protesta nei pressi del mercato coperto al Hamidiye.

Già da fine gennaio c’erano state avvisaglie nelle piazze di Damasco di raduni e cortei di protesta, ma quello del 15 marzo (video in basso) e l’immediata repressione delle forze di sicurezza innescò la prima intifada locale: quella di Daraa, solo tre giorni dopo.

In mezzo ci fu il sit-in di piazza Merge, sempre a Damasco, organizzato il 16 marzo dai familiari di alcuni detenuti politici (foto in alto a sinistra). Il raduno fu disperso anche in quel caso con la violenza e alcune donne che parteciparono all’evento furono schiaffeggiate e arrestate.

Per ricordare quel 15 marzo – che in ogni caso rimarrà una data cruciale della storia della Siria – ho ripescato dall’archivio quella notizia scritta per l’ANSA. E quel giorno da Roma nessuno mi chiese di ampliare il tutto in un servizio più lungo. Nessuno credeva che ce ne sarebbe stato bisogno…

(ANSA) – BEIRUT, 15 MAR – In un evento senza precedenti, decine di siriani sono oggi scesi in piazza a Damasco chiedendo ”liberta”’ e protestando contro la repressione del regime, al potere da quasi mezzo secolo.

Su Facebook e su Youtube e’ stato caricato oggi un video amatoriale che mostra la manifestazione di decine di siriani in una strada del centro, non lontano dalla Grande Moschea degli Omayyadi. ”Iddio, la Siria e liberta’!”, e’ lo slogan ripetuto dai dimostranti, per lo piu’ uomini, ma anche donne.

La voce fuoricampo dell’autore del video, di un minuto e 20 secondi, afferma che ”oggi e’ il 15 marzo… e’ l’Intifada del martedi’ 15 marzo… alawiti, sunniti… da tutte le parti della Siria… vogliamo far cadere il nizam (regime)”.

”Pacifici! Pacifici!”, urlano poi i manifestanti riprendendo gli slogan gia’ scanditi a Tunisi, al Cairo e in altre capitali del mondo arabo.

Il mese scorso, decine di giovani siriani si erano radunati nella stessa zona per protestare contro le vessazioni subite da un cittadino da parte della polizia. La protesta si era trasformata in una manifestazione spontanea, sedata soltanto dall’arrivo sul luogo del ministro dell’Interno in persona. (ANSA).