Anteprime imperdibili al Film Middle East Now

Siamo abituati ad aspettarci anteprime italiane assolute dal Film Middle East Now, il festival fiorentino che quest’anno compie cinque anni, ma questa edizione ne riserva ben più di una e non si tratta solo di film.

Dal 9 al 14 aprile a Firenze torneranno di scena i film premiati ai migliori festival internazionali di autori emergenti e cineasti affermati provenienti dai diversi Paesi dal Medio Oriente (e non solo).

Per la prima volta in Italia sarà proiettato il documentario Return to Homs (al-‘auda ila Homs) del regista Siriano Talal Derki, presentato lo scorso anno al Festival del documentario di Amsterdam e premiato all’ultimo Sundance Film Festival. Ritratto intimo di un gruppo di giovani rivoluzionari della città di Homs, incentrato in particolare sulla figura di Abdel Basset Sarut, portiere diciannovenne della nazionale di calcio giovanile e del Karama, la squadra della città, e di Usama, giovane attivista.

A Firenze saranno presenti il regista Talal Derki e il produttore Orwa Nyrabia, arrestato e trattenuto nell’agosto 2012 dai servizi di sicurezza del regime di Damasco e poi costretto a lasciare la Siria. (Sabato 12 aprile – Ore 20.45 Cinema Odeon)

Il Middle East Now ospiterà quest’anno anche il primo concerto italiano dei Mashrou‘ Leila, la band libanese diventata uno dei nomi di punta della scena rock mediorientale. Con oltre 170mila fan su Facebook e concerti sempre sold-out, il gruppo nato nel 2008 all’Università americana di Beirut (AUB) ha portato in tutto il mondo il suo stile eclettico, con influenze rock, jazz, elettroniche fuse con la musica tradizionale araba. I testi in arabo libanese dei Mashrou‘ Leila parlano di rivoluzione, di speranza e di amore, un amore sofferto in un Paese che impedisce a giovani di confessioni diverse di sposarsi tra loro e dove l’amore omosessuale è ancora un grande tabù. (Venerdì 11 aprile – Ore 22.00 Auditorium Flog)

Ma gli appuntamenti interessanti non finiscono qui.

Ancora sulla Siria, Oxfam presenta le Pillole di Oxfam dalla Siria. Realizzate dal regista Nicola Melloni, raccontano la tragedia umana che centinaia di migliaia di rifugiati siriani stanno vivendo in Libano e in Giordania. Queste pillole di due minuti ciascuna mostrano in presa diretta la vita quotidiana dei rifugiati siriani ospitati nei campi profughi.

Dal Libano, invece, arrivano due documentari che saranno proiettati sabato 12 aprile (ore 20.45 – Auditorium Stensen):

- Mondial 2010 di Roy Dib. Girato con una videocamera portatile, prende in prestito l’estetica del diario di viaggio ed è interpretato da due ragazzi innamorati, in un ambiente in cui l’omosessualità è un reato. Per far diventare normale ciò che sarebbe anormale, creando un universo di possibilità.

- E muet di Corine Chawi. La regista libanese Corine Chawi si fa raccontare da tre giovani donne di Beirut le loro storie d’amore. Le accompagna nell’arco di 5 anni di vita, per scoprire le loro verità sulle relazioni amorose, e raggiungere l’essenza della loro personalità. Per scoprire anche se stessa e nuove forme d’amore.

E il cortometraggio Abu Rami di Sabah Haider. Mona è una bella donna di 65 anni. Suo marito, Abu Rami, fa il tassista da una vita. Una mattina, il viaggio in auto per andare a trovare il figlio, diventa l’opportunità per un confronto sul loro matrimonio e sulla fedeltà. Il taxi si guasta, l’atmosfera si fa tesa, e poi un colpo di scena che profuma di vendetta. (Lunedì 14 aprile – Ore 21.00 Cinema Odeon).

Durante il Festival sarà inaugurata la mostra “The Comic City of Beirut”, che esporrà i disegni che Raphaelle Macaron, illustratrice libanese, in collaborazione con l’artista Joseph Kai, ha realizzato per descrivere i contrasti e i paradossi della vita quotidiana a Beirut (Giovedì 10 aprile – Ore 18.00 IED di Firenze)

La guida completa al festival si può scaricare a questo link.