Bombe su Homs, propaganda israeliana?

Il lettore Paolo il 9 febbraio 2012 interrogava così SiriaLibano: Apprendo oggi (9/02/2012) la triste notizia degli ospedali bombardati a Homs dalle truppe governative siriane con centinaia di morti civili tra cui anche bambini in incubatrice. Mi potreste confermare la notizia? Alcuni mi dicono che è solo propaganda americana o europea, per non dire israeliana, per poter mettere le mani sulla Siria come è stato fatto in Libia. Credo inffatti che con il ragionamento del complotto sionista si stia un po’ esagerando, per questo chiedo lumi a voi.Grazie. Paolo

La risposta di Lorenzo Trombetta

Le notizie che giungono da Homs sono drammatiche ma non sono tutte verificabili. Alcune – come quella relativa a 18 neonati morti in incubatrici nell’ospedale al Walid – destano molto sospetto. Sotto le bombe e senza via di scampo non è escluso che i civili di Bab Amro ascoltino notizie di altri quartieri e le raccontino come vere, anche soltanto nel tentativo di indurre qualcuno ad andarli a salvarli.

Detto questo, in Siria ma in particolare a Homs, Zabadani e in altre località in questi giorni è in atto una più violenta repressione. L’obiettivo del regime è di “ripulire” le zone in rivolta in questa finestra di opportunità aperta grazie all’immobilismo occidentale e al sostegno russo.

A chi ti dice o ci dice che è tutta propaganda occidentale mostra i video amatoriali che giungono in queste ore da Homs, da Zabadani, le foto che giornalisti stranieri, non prezzolati, scattano in Siria rischiando la loro vita. Un ospedale improvvisato a Homs è stato colpito, ci sono i video su Youtube con i medici e gli infermieri improvvisati che tentano di salvare la vita a chi forse è già spacciato.

Chi sostiene la tesi del complotto va avanti a parlare di scenario libico da mesi, ma questo scenario libico chissà perché non si palesa. Nessuna invasione, nessun intervento. E le armi che entrano in Siria sono 1) leggere (tanto che l’Esl non riesce a tener testa all’esercito governativo a Homs o a Zabadani, vicine al confine col Libano), 2) vengono pagate dai rivoltosi e non donategli da chissà quali sceicchi del Golfo. Non ci sono consiglieri militari del Qatar o degli americani al confine col Libano o con la Giordania e sfido chi afferma queste cose a dimostrarlo.

Le affermazioni hanno delle date e questi esperti e analisti affermavano ad aprile che chi protestava era armato e non era vero. Quando sono apparse le armi a settembre ottobre hanno detto “Vedete, lo dicevamo noi che avevano le armi”. Ma sono passati mesi. Se tra qualche mese il Qatar o gli Usa manderanno davvero consiglieri militari in Libano o in Giordania, questi esperti e analisti diranno: “Ecco il complotto! Lo dicevamo noi!”. Ma saranno passati altri mesi. E più di un anno dall’inizio delle proteste e della repressione.

Considerano i siriani dei lobotomizzati che non hanno testa, che sono solo schiavi di complotti stranieri. E’ passato un anno e i siriani si stanno facendo massacrare senza l’aiuto di nessuna potenza straniera. Se è un complotto, non è così ben riuscito.

E su Israele: lo Stato ebraico ha una paura matta di perdere il suo caro “nemico” al Asad. non ha caso Debka e tutti gli altri “media” israeliani diffondono menzogne per dimostrare la tesi del complotto straniero, per rafforzare il regime, che non vede l’ora di dover combattere contro truppe straniere. Solo in quel caso potrebbe ottenere un minimo di legittimità.

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