C’è “opposizione” e “opposizione”… Parte 2

L’ambasciatore siriano in Libano, Ali Abdel Karim Ali, ha ribadito che “il dialogo nazionale” che il regime intende avviare sarà solo con “l’opposizione in patria”.

Il principio di Damasco è che “chi sta fuori è un traditore”… facendo finta di ignorare il fatto che la maggior parte dei siriani che stanno fuori sono esiliati per motivi politici. Ma sorvoliamo.

Quel che è interessante è che le dichiarazioni dell’ambasciatore siriano a Beirut sono giunte in contemporanea con quelle di due finti-oppositori siriani “in patria”: Qadri Jamil, leader del neonato “Partito della volontà popolare” (حزب الإرادة الشعبية) e Ali Haydar, segretario generale dell’ala filo regime del Partito social nazionale siriano (Pssn).

Le due formazioni hanno annunciato il 19 aprile in una conferenza stampa a Damasco (“Vedete? C’è libertà in Siria! C’è il  multipartitismo… oooohhh!”) di unirsi a fini elettorali nel Fronte popolare per la liberazione e il cambiamento (الجبهة الشعبية للتحرير والتغيير). Su questo si legga la notizia dell’agenzia ufficiale Sana.

Divertenti no? Pensano di farsi beffa della gente infilando un “popolare” ogni due starnuti e un “cambiamento” ogni tre sbadigli. Per non parlare di questa esplicita citazione degli storici movimenti di resistenza palestinesi, che si chiama(va)no tutti “Fronte popolare per la liberazione…”.

Ma torniamo a noi: il prossimo 7 maggio ci saranno le elezioni legislative in Siria. E appena tre settimane prima l’apertura delle urne comincia così la “campagna elettorale”. Bene.

Nella loro conferenza stampa congiunta, Qadri e Haydar cosa dicono anche? Accusano esplicitamente il Comitato di coordinamento nazionale per il cambiamento democratico (Ccn), guidato dall’avvocato Hasan Abdel Azim, di “protagonismo”, di volersi prendere tutto lo spazio come “opposizione siriana”. Si vedano le dichiarazioni complete sul resoconto pubblicato da al Hayat il 20 aprile e scritto da Damasco.

In particolare, Qadri e Haydar accusano Abdel Azim e i suoi uomini di essere andati a Mosca nei giorni scorsi e di essersi presentati come l’unica piattaforma di oppositori in patria. Si legga il mio post precedente.

Certo, dal punto di vista di Abdel Azim e degli altri del Ccn, i partiti di cartapesta di Qadri e Haydar non possono a ragione rappresentare “l’opposizione in patria”. Eppure, come scrivevo qualche giorno fa, il gioco del regime funziona anche a questo livello.

Tanto che mercoledì prossimo, 25 aprile 2012, Qadri, Haydar assieme ad altri due loro delfini (Adel Nu’ayssa e Toni Dawra) andranno a… Mosca! E incontreranno le autorità russe. Che potranno così dire al mondo di avere intensi rapporti con “le opposizioni siriane in patria”. Evviva!

Tutti sullo stesso piano, appiattiti dalla comune e fuorviante definizione di “opposizione”.  E poi tutti a Mosca! Come se la Russia avesse davvero intenzione di abbandonare gli al Assad. E’ tutto un circo, una presa in giro. Il problema è che da noi c’è gente che in questo gioco di specchi si perde, mentre altri – consapevoli – ci sguazzano.

Arrivando a parlare come Ali Abdel Karim Ali, ambasciatore siriano in Libano: “il dialogo nazionale avverrà solo con l’opposizione in patria”… Allah Suriya Bashar w Bass! 

Prima nota a margine: l’agenzia Sana parla sì della conferenza di Qadri e Haydar ma omette del tutto i riferimenti al Ccn e al prossimo viaggio a Mosca. Chissà perché…?

Seconda nota a margine: il Partito della volontà popolare non ha un sito Internet. Oppure non è così facile trovarlo (in arabo e in caratteri latini). Ho trovato solo un profilo Facebook, che però appare “in costruzione”. Non male per un partito candidato a elezioni previste tra tre settimane appena…