Ci siamo sbagliati, non erano mujahidin arabi!

Ci siamo sbagliati. Ci siamo fidati più delle didascalie in arabo che dell’audio incerto e per noi quasi incomprensibile. In un precedente post, Immobilismo chiama estremismo, avevamo mostrato un filmato proveniente da Rastan che, secondo quanto appariva in sovrimpressione, presentava un saudita e un egiziano in divisa militare salutare la folla, come se fossero due leader militari di mujahidin arabi andati in soccorso della rivoluzione siriana.

Una nostra lettrice siriana, che ha invece meglio di noi ascoltato il video (qui sotto), ci scrive:

– Il primo a parlare (quello in divisa chiara), non è un saudita come detto (e come compare nel testo sul video). E’ probabilmente della zona di Rastan, non parla saudita! Inoltre non dice di chiamarsi Abu Talha, come invece appare nella didascalia.

– L’altro uomo in divisa, che il testo dice essere egiziano, è in realtà presentato come “un fratello da Deir az Zor” e infatti ha un accento di Deir az Zor al cento per cento.

– Il testo dice inoltre che questo secondo militare è presentato come lo sheikh Jassar Abu Omar. Ma è errato! La folla scandisce lo slogan “Bil ruh, bil dam, nefdiki Deir az Zor” (con l’anima, col cuore, siamo pronti a sacrificarci per te oh Deir az Zor), loro invece scrivono “bil ruh, bil dam, nefdik ya Jassar”!

– E ancora: è presentato come un video pubblicato il 5 marzo 2012. Tuttavia, all’inizio del video scandiscono una data: il 6 settembre 2011! Infatti, si sventolano ancora le bandiere ufficiali siriane (rosso-bianco-nero) come avveniva all’inizio, mentre ora i ribelli usano solo quella con le tre stelle.

Insomma, ci scusiamo con i lettori per aver condotto anche loro in questa trappola. E siamo dunque costretti a rovinare la festa a tutti quei complottisti italiani che già brindavano perché finalmente era stato dimostrato che i cattivi mujaheddin arabi infestavano le terre siriane.