Damasco, le file per il mazot e le omissioni della Sana

Sana, logo della sezione "Gli eventi nella loro verità"(di Jeremy Mardini) Damasco, 6 dicembre. Non parlerò né di armi, né di morti ammazzati, né di persone arrestate. Vorrei semplicemente riportare delle situazioni di vita quotidiana, le uniche di cui posso avere una conoscenza “autoptica”, che è poi quello di cui tutti parlano qui in questo momento.

Preciso che quando dico “tutti”, non mi riferisco all’élite culturale cittadina, né agli attivisti che riempiono le strade, né tantomeno ai blogger che smanettano su Internet.

No, mi riferisco alle famiglie comuni, quelle di ceto medio, quelle famiglie che per paura, per viltà o semplicemente per mero istinto di conservazione (come dar loro torto?) sono ai margini di questa rivolta e aspettano che passi. Dicevo che vorrei riportare le cose di cui si finisce sempre per parlare in questi giorni, ovvero: la mancanza di mazot e la penuria di gas.

Ho visto, con i miei occhi, cittadini in fila in attesa del loro turno per riempire le taniche e portare qualche decina di litri di gasolio a casa, ho visto con i miei occhi il timbro che sullo stato di famiglia attesta l’inserimento nella lista d’attesa per la distribuzione del gasolio. Attesa che può durare una settimana, dieci giorni, forse un mese, di solito per ottenere una quantità di mazot inferiore a quella richiesta. Ho visto con i miei occhi bombole del gas nuove, pagate profumatamente, ma che non funzionano perché riempite di gas troppo diluito o di cattiva qualità.

Non è il primo inverno che passo qui e posso garantire che gli anni scorsi questi problemi non si sono mai verificati. Cos’è che sta succedendo adesso?
Qualche agente del complotto sussurra che tutto il gasolio disponibile viene usato dai carri armati che con un pieno consumano quanto serve per riscaldare non una, ma varie famiglie. Qualche appassionato di fantapolitica ipotizza che si voglia tenere la gente impegnata con questi problemi quotidiani perché non si interessi alla politica.

E invece l’agenzia ufficiale Sana che dice? Come spiega la penuria attuale? Non ne parla. Punto. Nega financo che ci sia il problema, nega che manchi il combustibile nel Paese. Nega quello che è sotto gli occhi di tutti. A questo punto è legittimo che mi venga il dubbio che l’informazione della Sana sia quanto meno omissiva?

Come posso considerare autorevole e credibile un’agenzia che nemmeno nella sezione “notizie locali” fa cenno e prova a dare una spiegazione a uno stato di fatto che si protrae da mesi, che tutti stiamo constatando e che si sta ripercuotendo sulle vite di noi tutti? (Jeremy Mardini è uno pseudonimo. Ci ha inviato questo testo scritto in inglese e da noi tradotto in italiano).