Pochi giorni dopo il massacro della città di Hula, quando Homs era ancora impregnata del sangue e delle anime dei bambini di questa città, Basel Shehadeh veniva ucciso durante il bombardamento dell’artiglieria, mentre stava filmando e documentando le condizioni umanitarie e quello che stava accadendo nel quartiere di Bab Sba’, sempre a Homs.
Basel Shehadeh era cristiano, nato a Damasco 27 anni fa, esperto di computer e regista. Era partito per gli Stati Uniti per studiare cinematografia alla Syracuse University, ma aveva deciso di abbandonare la sua borsa di studio “Fulbright” per tornare in Siria.
Lo hanno arrestato durante la manifestazione degli intellettuali svoltasi a Damasco nella zona di Midan nel luglio del 2011.
Una volta liberato, ha incominciato a girare molti filmati e documentari sulla rivoluzione siriana, come Singing to freedom che vede la partecipazione di Noam Chomsky e di altri intellettuali di spicco.
Poi si è trasferito a Homs, per formare il gruppo degli attivisti della fotografia, di cui faceva parte il regista Ahmad Al Assam, ucciso anche lui assieme a Basel.
Il suo corpo è stato seppellito a Homs, a quanto pare, per rispettare le sue volontà.
Su YouTube lo hanno chiamano “il martire della comunità cristiana”, per ribadire di fronte al regime che la rivoluzione in Siria non è confessionale, perché Basel, pur essendo cristiano, era al fianco di questi presunti “terroristi” e viveva con loro.
Quando ha lasciato la sua borsa di studio ed è tornato in Siria ha detto: “È l’unica possibilità che abbiamo di vivere la rivoluzione nella nostra vita, come posso perdermela? E che cosa dirò a miei bambini quando invecchierò? Ho abbandonato il mio Paese per seguire la mia ambizione personale?”
La messa per commemorarlo si sarebbe dovuta svolgere ieri, 31 maggio, nella chiesa cattolica di San Cirillo nella zona di Bab Tuma a Damasco.
Ma i servizi di sicurezza del regime hanno impedito la celebrazione di questa messa. Hanno impedito alla famiglia di pregare per il ragazzo ucciso. Fuori dal portone chiuso della chiesa un cartello diceva: “La messa è rimandata a causa delle cattive condizioni di salute dei familiari”.
Ma non si sono limitati a questo: hanno anche arrestato alcune persone arrivate per seguire la funzione religiosa.
Amici e conoscenti si sono radunati comunque fuori dalla chiesa e hanno cominciato a pregare. Sono stati subito circondati dalle onnipresenti mukhabarat e accusati di essere “provocatori”. Senza lasciarsi intimidire hanno continuato a pregare intonando persino l’inno nazionale, finché non si sono sentiti degli spari che li hanno costretti ad andar via.
Una manifestazione lealista è stata inscenata proprio davanti alla casa di Basel Shehadeh, con il ben noto coro: “Allah Surya Bashar w bas” (Dio, la Siria, Bashar e basta).
E nel frattempo i suoi amici avvisavano su facebook che la casa del giovane era circondata da agenti dei servizi di sicurezza e da shabbiha, le milizie armate del regime, che fermavano chiunque andasse a porgere le condoglianze alla famiglia. Cinque ragazzi sono stati arrestati.
Il regime che si eleva a paladino delle minoranze e che si vanta di proteggerle dagli “estremisti religiosi”, ha ucciso un giovane cristiano e ha proibito alle campane della chiesa nel centro di Damasco di suonare per la sua anima.
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Questo è il canale su cui potete trovare i lavori di Basel Shehadeh che risalgono a prima della rivoluzione.
Qesto è il link al video preparato dai suoi amici cristiani e qui in basso riportiamo la vignetta che gli ha dedicato il caricaturista siriano Juan Zero.





Difendete i cristiani solo quando sono dalla vostra parte, quando sono dalla parte di Assad li sgozzate.
@Nadia. Prima di tutto moderi i toni. La Rete è piena di trogoli dove rovesciare le proprie frustrazioni. Questo è un luogo diverso. Dove non si difendono i cristiani o i musulmani. Si raccontano le speranze, le sofferenze, le idee di chi vive in Siria e in Libano e di chi si occupa di Siria e di Libano. Forse sarebbe bene cominciare a pensare ai cristiani di Siria non come dei marziani che non fanno parte della società e quindi come una specie aliena da difendere. Bensì come attori protagonisti di una società che sta ora attraversando una delicata fase di transizione. E come tutte le transizioni che servono a crescere portano con sé dei drammi e delle rinunce. Per delle conquiste assai più soddisfacenti. E’ possibile metter fine all’era in cui si era cittadini di serie b liberi solo di pregare in chiesa, a un’era in cui si è cittadini a tutti gli effetti alla pari con gli altri cittadini e si è liberi di partecipare attivamente alla vita del proprio paese, che non è Lo Stato di Cristo ma è la Siria post-Asad?
Mi spiace che lei si sia sentito punto sul vivo dal mio commento ma è evidente che non intendevo dire lei che sgozza i cristiani. Naturalmente io intendevo dire che i ribelli sgozzano i cristiani. lei dice “E’ possibile metter fine all’era in cui si era cittadini di serie b liberi solo di pregare in chiesa, a un’era in cui si è cittadini a tutti gli effetti alla pari con gli altri cittadini e si è liberi di partecipare attivamente alla vita del proprio paese, che non è Lo Stato di Cristo ma è la Siria post-Asad?” Mamma mia, lei mi prospetta la Siria post Assad come un vero paradiso terrestere! Ma chi le ha detto a lei che i siriani si sentivano cittadini di serie B con Assad? E’ incredibnile e commovente come l’Occidente abbia a cuore la felicità degli arabi!
Non ci siamo sentiti punti sul vivo: ricontrolli quello da Lei scritto e capirà che, anche se per un ingenuo refuso, la frase era formulata male. Per il resto, moltissimi siriani cristiani da anni mi hanno confessato di sentirsi cittadini di serie B. Non rispetto ad altri, ma rispetto all’idea di cittadinanza che ha in sé il principio di pari opportunità. Come può un siriano onesto e magari anche osservante preferire questo stato di cose a una società dove chi governa lo fa per l’interesse dei cittadini in un clima di trasparenza, giustizia e pari opportunità? Infine non capisco la sua esclamazione sull’Occidente che ha a cuore la felicità degli arabi. A quale occidente si riferisce? A quali arabi si riferisce?