Damasco, va in scena il Premio giornalistico 2010

Premio Giornalistico Siria 2010, Damasco (Sana)Quattordici tra giornalisti, blogger e attivisti siriani impegnati da anni nella difesa dei diritti umani sono stati arrestati lo scorso 16 febbraio a Damasco. Tra loro c’è Mazen Darwish, fondatore del Centro siriano per i media e la libertà di espressione e Razan Ghazzawi, nota blogger e una dei leader del movimento di protesta non violento al regime di Bashar al Asad.

A riferirlo all’agenzia Reuters Luay Hussein, dissidente alawita a capo di un movimento politico riconosciuto dal regime. La conferma dell’arresto è stata poi fornita da Anwar al Bunni, altro storico dissidente in patria, e da numerosi altri colleghi e attivisti siriani.

Nelle stesse ore in cui uomini dei servizi di sicurezza facevano irruzione negli uffici del Centro fondato da Darwish, arrestandolo con la moglie Yara, alla Biblioteca nazionale di Damasco, intitolata al defunto presidente Hafiz al Asad padre dell’attuale raìs, si svolgeva la cerimonia di consegna del Premio giornalistico Siria 2010.

L’agenzia ufficiale Sana informa che, tra gli altri, erano presenti sul palco dell’aula magna della Biblioteca – il cui ingresso nella centrale piazza degli Omayyadi si apre di fronte alla sede della Tv di Stato e all’Opera di Damasco – il ministro dell’informazione Adnan Mahmud e Haytham Shatayhi, membro della dirigenza del partito Baath, al potere da mezzo secolo, con delega per i media e la cultura.

Le categorie del concorso erano tre: inchiesta generale, inchiesta sui temi ambientali e turistici, editoriali e articoli di opinione. I vincitori sono giornalisti degli unici tre quotidiani governativi siriani: al Baath (Bashir Farzan, migliore inchiesta); al Thawra (Suhayla Ismail, migliore inchiesta; Lama Yusef, migliore inchiesta su temi ambientali; Nada Damiyati, Ibrahim Bassiyuni, Ahmad Ali per i migliori editoriali); Tishrin (Khalil Aqtini, migliore inchiesta; Zafer Ahmad, migliore inchiesta su temi ambientali).

E’ stato Elias Mrad, presidente dell’Unione dei giornalisti siriani, a intervenire alla cerimonia di premiazione: “In questi giorni decisivi della storia della nostra patria (watan) e della nostra nazione (umma) – nei quali il popolo è impegnato nella sua battaglia contro il terrorismo e contro le forze dell’oppressione – gli operatori dell’informazione e i giornalisti non si sottraggono al confronto”.

“Con martiri, feriti e rapiti, pagano il loro prezzo e fanno echeggiare la parola libera e responsabile di fronte a ogni forma di falsificazione e manipolazione, mettendo in luce come i canali della discordia (fitna, il riferimento è prima di tutto ad al Jazira e ad al Arabiya) e i giornali scandalistici abbiano rappresentato gli strumenti più pericolosi impiegati nella battaglia contro la Siria”.

Mrad, che non ha dimenticato di elogiare le “riforme condotte sotto la guida del signor presidente Bashar al Assad” perché “i mezzi d’informazione nazionali rimangano onesti”, ha affermato che nel 2010 i media siriani “hanno ottenuto dei successi in una battaglia impari e si sono guadagnati il rispetto e la stima dell’opinione pubblica, infastidendo le forze straniere ostili che pretendono di essere democratiche e che hanno invece deciso misure contro numerose istituzioni mediatiche nazionali (il riferimento è alle sanzioni occidentali decise nei mesi scorsi contro la TV “indipendente” Addounia, di proprietà di una cordata di imprenditori vicini al regime).

Zafer Ahmad (Tishrin), uno dei vincitori dei premi in palio, ha parlato a nome di tutti i partecipanti per ricordare che “i media siriani rimangono saldi nell’opporsi alla prima guerra mondiale mediatica scatenata contro la Siria”. Ahmad ha accusato esplicitamente parte della stampa araba di essere “impregnata del sangue siriano”.

Quando nella sala della Biblioteca nazionale si sarà spento l’eco degli applausi alle parole di Ahmad e di Mrad, rimarrà il silenzio della celle in cui da ieri è rinchiuso il giornalista siriano Mazen Darwish, ‘colpevole’ tra l’altro di aver stilato a novembre 2011 una lista di tutte le violazioni alla libertà di stampa compiute dal regime di Damasco dall’inizio delle proteste e della conseguente repressione quasi un anno fa (la lista in formato .XLS Excel è scaricabarile qui).