Daraya, da simbolo della non violenza a cimitero a cielo aperto

Da citta’ simbolo della resistenza pacifica al regime del presidente Bashar al Assad a cimitero a cielo aperto di ribelli e miliziani lealisti: Daraya, sobborgo a sud-ovest di Damasco, e’ ogni giorno al centro delle cronache dalla Siria in guerra dopo esser stata a lungo e sin dalla meta’ degli anni ’90 il fulcro dell’attivismo non violento di giovani studenti e liberi professionisti.

Daraya e’ assediata da circa tre mesi dall’esercito fedele ad Assad, che ha inviato le truppe d’elite per ”bonificare” una delle piu’ indomite roccaforti dei ribelli.

Questi ultimi hanno affermato oggi di aver ucciso e ferito piu’ di 4.000 soldati e miliziani lealisti. In un’inedita conferenza stampa tenuta ”nel cuore di Daraya” e la cui registrazione video e’ apparsa su Youtube (vedi sotto), il capitano Abu Jamil dell’Esercito libero (Esl, i ribelli) ha affermato che in 75 giorni di battaglia, dai 4.000 ai 5.000 soldati di Assad, per lo piu’ membri delle forze d’elite, sono stati uccisi o feriti e che circa un centinaio di mezzi blindati sono stati distrutti.

Daraya occupa una posizione strategica di primo piano tra l’aeroporto militare di Mezze, le colline su cui sorge il palazzo presidenziale e il quartier generale della Guardia Repubblicana. ”Ci sono ancora circa diecimila civili, che da tre mesi non hanno a disposizione i servizi minimi come elettricita’ e farina per il pane”, ha detto il portavoce del Consiglio locale, precisando che ”circa 200mila persone sono fuggite da Daraya e sono ora sfollate”.

Nei giorni scorsi, la TV di Stato siriana affermava che erano stati inviati nuovi rinforzi di truppe a Daraya per ”completare la bonifica dai terroristi e mercenari che infestano la citta”’. Il portavoce del Consiglio locale ha introdotto la conferenza stampa e ha affermato che meno di un decimo degli abitanti della cittadina sono rimasti sul posto.

L’esodo maggiore si era avuto alla fine di agosto, dopo il tristemente noto ”massacro di fine Ramadan”, quando – secondo concordanti testimonianze raccolte da persone scampate all’eccidio – le truppe di Assad sono penetrate in alcuni quartieri e hanno sterminato centinaia di civili. Nelle fosse comuni quei giorni furono inumate oltre 500 persone, ma secondo le testimonianze molte vittime sono ancora date per disperse.

Daraya era pero’ gia’ passata alla storia della rivolta siriana perche’ per lunghi mesi nel 2011 i giovani attivisti non violenti inscenarono inedite manifestazioni di solidarieta’ con i soldati dell’esercito regolare inviati dal regime a reprimere con la forza le manifestazioni popolari. I due principali ispiratori di queste azioni, Ghiyath Matar e Yahya Sharbaji, sono stati arrestati nel settembre 2011 dai servizi di controllo.

Erano stati colpevoli di aver offerto caraffe d’acqua e mazzi di fiori ai militari governativi. Il corpo di Matar era stato consegnato alla famiglia pochi giorni dopo il suo arresto con evidenti segni di torture e con un lungo taglio dall’inguine all’addome. Mentre di Sharbaji non si e’ piu’ saputo nulla. Le operazioni dei disertori dell’Esl a Daraya sono cominciate nell’autunno del 2011 (Ansa, 1 febbraio 2013).