Siria, Di chi è il lampionaio?

199467_194397463928859_73582_nal Domari è una parola del dialetto levantino che significa “lampionaio”, non più utilizzata da quando i lampioni a petrolio sono scomparsi dalle strade cittadine.

Ma il termine al Domari è diventato celebre in Siria e conosciuto in tutto il mondo, perché è il nome che Ali Ferzat, celebre caricaturista siriano da sempre critico degli Asad, ha scelto nel 2001 per il giornale che aveva fondato, la prima testata privata a ottenere la licenza dopo il 1963 nel Paese. La sottile satira politica del giornale ha portato poco tempo dopo alla sua chiusura, per decisione dell’allora ministro dell’Informazione Adnan Omran.

Il titolo al Domari è stato scelto di recente per una nuova serie tv di prossima uscita, una delle musalsalat per cui la Siria è divenuta famosa, per la regia di Seif al Din al Sbei, ambientata nel mondo della finanza damascena tra gli anni ’40 e ’60 del secolo scorso.

Ferzat ha accusato gli sceneggiatori di “furto scandaloso” per l’uso indebito di un titolo registrato di cui gode la proprietà intellettuale e aggiunge, parlando con al Quds al arabi, che questi sostenitori di Bashar al Asad con quel nome “cercano di abbellire le loro brutte facce di fronte al mondo intero”.

Uno degli sceneggiatori, Othman Juha ha commentato invece le accuse del vignettista così: «“al Domari” è proprietà di Ferzat? Il nome è patrimonio popolare e appartiene a tutti i siriani. Se chiamassimo quindi la nostra serie “al Najjar”, il falegname, tutti quelli che fanno questo mestiere dovrebbero perseguirmi legalmente?».

Nel frattempo, pare che Ferzat sia giunto a un compromesso con la casa di produzione della serie, la Clacket Production, che si è impegnata a cambiare il titolo in Layali al Sham (Le notti di Damasco).
Per il momento dunque di “Lampionaio” in Siria ne rimane ancora solo uno.