Esercito libero, atrocità commesse dai ribelli favoriscono regime

L’Esercito libero dei ribelli siriani (Esl) anti-Assad è tornato a condannare le esecuzioni sommarie attribuite ad “alcune frange non controllate” del fronte ribelle, affermando che “simili atrocità danneggiano la causa della rivoluzione”.

Raggiunto telefonicamente, il colonnello Khaled al Qatini, comandante di una brigata dell’Esl a Khan Shaykhun (Idlib), ha affermato che “sebbene atti individuali di vendetta si registrino da parte dei rivoluzionari armati e siano comprensibili, questi non vanno comunque giustificati perché danneggiano le fondamenta della causa rivoluzionaria”.

“Combattiamo il regime criminale di (Bashar) al Assad per costruire una Siria migliore su basi migliori, non per imporre nuovo terrore su basi di violenza gratuita”, ha aggiunto il colonnello, co-autore di un ‘codice etico’ dell’Esl diffuso nei giorni scorsi: codice che tra l’altro vieta, sulla carta, le esecuzioni sommarie dei prigionieri di guerra.

In video amatoriali apparsi sul Web nelle ultime 48 ore, e la cui provenienza non può essere verificata, si vedono due distinte esecuzioni sommarie compiute da miliziani anti-governativi contro presunti shabbiha (membri delle forze irregolari lealiste) nelle zone di Aleppo e Idlib; nonché il linciaggio e il lancio dal tetto d’un ufficio postale – ad Aleppo – di persone individuate come dipendenti postali.

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