A dimostrazione che non sono solo siti Internet di nicchia a credere alla tesi ufficiale del regime siriano, proponiamo quanto scritto da Fausto Biloslavo, giornalista de Il Giornale, Il Foglio e Panorama e di altre testate, in un suo “reportage” (in Siria?) apparso sulla pagina web del noto settimanale italiano:
(…) L’ambasciata siriana a Roma ha consegnato a Panorama.it alcuni video degli scontri ad Hama (I video) dove si vedono chiaramente miliziani islamici che sparano durante gli scontri. L’Onu ha denunciato che fino a oggi sono 5 mila le vittime della crisi in Siria. Il presidente Assad replica che sono stati uccisi oltre mille poliziotti e soldati (II video). (…)
Vi invitiamo a visionare i filmati a questo indirizzo Internet. Chi ha dimestichezza con la Siria e con le tecniche del regime e dei suoi servizi di sicurezza, non avrà dubbi nel riconoscere in questi loschi figuri che imbracciano fucili membri delle milizie lealiste, anche note come shabbiha. Dal modo in cui si muovo, dagli indumenti che indossano, dall’atteggiamento in generale. Assai diverso da chi, tra i civili, nelle ultime settimane, ha preso le armi per opporsi alla repressione.
Il filmato risale al periodo estivo (canottiere, pantaloncini) quando ancora nessuna fonte indipendente è riuscita a dimostrare l’esistenza di “bande armate”, siano esse formate da “islamici armati” o da altre entità. Documentata è invece l’esistenza di gruppi di disertori e civili uniti contro l’esercito lealista e gli shabbiha. Ma questi gruppi non sono apparsi prima dell’autunno inoltrato.
Si tratta inoltre di filmati piuttosto datati riproposti più volte dalla tv di Stato siriana (si veda il suo canale Youtube) e dall’agenzia ufficiale Sana. E di cui alcune parti sono state montate all’interno del video mostrato il mese scorso dal ministro degli esteri siriano Walid al Muallim durante una delle sue conferenze stampa a Damasco (qui sotto, attorno al minuto 6:40).
Corretto e doveroso citare la versione di una delle due parti in causa (in tal caso l’ambasciata siriana) e pubblicare le presunte prove (due video) che questa fonte porta per sostenere le sue tesi… ma Biloslavo, che ha una lunga esperienza di giornalismo di guerra, anche mediorentale, afferma che “chiaramente” si tratta di “miliziani islamici”. Come li riconosce? Dalla barba?




A me non sembrano per niente “lealisti” e non vedo perché debbano esserlo. Al contrario, per chi ha dimestichezza degli slogan usati da una parte e dall’altra, il fatto che gridino “allahu akbar” dovrebbe rimandare immediatamente ai Fratelli musulmani.
1) Per delegittimare la presenza dei civili che protestano. Non è una trovata poi così geniale, ed è tra l’altro piuttosto comune.
2) Come ho scritto, si tratta di un montaggio (i tagli sono evidenti e anche malfatti) di vari filmati alcuni davvero molto datati e da più parti riconosciuti come dubbi. Considera inoltre che la traccia audio in lunghi tratti di questo video è sovrapposta a quella video, Gli allahu akbar potrebbero non esser pronunciati dagli uomini che si vedono, e se fai caso con attenzione non c’è nessuna corrispondenza labiale-audio.
2) Per chi ha dimestichezza con i video diffusi dal regime in questi mesi, si riconosce in questo filmato uno spezzone riproposto più volte dalla tv di Stato e deriso da più parti perché è evidentemente una montatura: quello degli uomini che sparano da dietro un muro. Come quell’altro che mostrava dei terroristi sparare dietro le frasche “a Daraa”.
3) Allahu akbar = fratelli musulmani è una banalizzazione un po’ troppo facile. Non basta. E visto che si tratta di fare informazione, la cautela e la verifica multipla sono d’obbligo.