Siria, Hanno ucciso l’uomo magro

Abu Maryam, l’attivista di Bustan al Qasr, il suo quartiere ad Aleppo, è morto. L’uomo magro con i baffi neri che ha manifestato contro il regime e poi non è rimasto zitto di fronte alle bande islamiste è morto. Dall’agosto dell’anno scorso era prigioniero dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis).

Suo fratello racconta:

La mamma è andata a Raqqa per vedere mio fratello Abu Maryam. Le hanno detto che era ad al Bab ed è andata ad al Bab:
- Voglio vedere mio figlio. – ha detto – So che è da voi.
– Come si chiama?
– Wael Ibrahim.
– Quale crimine ha commesso?
– Non lo so.
– Ce l’hai una sua foto con te?
– Sì.
Gli ha dato la foto e lui è andato dall’Emiro. Dopo mezz’ora è tornato e le ha detto:
- Tuo figlio è a favore della democrazia, del secolarismo e ha partecipato a manifestazioni contro di noi. Ci sono molte accuse contro di lui.
– Solo perché ha detto in faccia al ladro che è un ladro, è un criminale?
– Insomma è un apostata. Sai qual è la punizione per un apostata?
– No, non lo so.
Allora le ha detto:
- Il giudice l’ha condannato alla pena di morte per apostasia.

Abu Maryam è stato ucciso. È stato ucciso come il suo amico Abdullah Yassin, un altro aleppino che non ha voluto accettare la dittatura dello Stato islamico. Li ricordiamo entrambi con parole dell’uomo magro:

Se pensate che siamo stanchi, sbagliate. Noi sappiamo che la rivoluzione vera non è ancora cominciata. E se mi dite che siete “l’autorità legittima”, vi dico no, siamo noi l’autorità legittima. E se mi chiedete chi siamo noi, vi rispondo: “Noi siamo il popolo siriano libero!”