I guardiani dell’aria di Rosa Yassin Hassan

La copertina di Hurras al Hawa'(di Martina Censi*). Il romanzo come chiave di lettura della realtà. La letteratura come mezzo di comprensione dell’attualità. È ciò che si può dire dell’opera Hurrās al-hawā’ (“I guardiani dell’aria”) della scrittrice siriana Rosa Yassin Hassan, pubblicato nel 2009 da Riad al Rayyes.

Perdendosi tra le pagine di questo libro si colgono alcune delle tematiche centrali della società e della politica della Siria contemporanea, dalla lotta contro la tirannia del regime, ai rapporti tra confessioni religiose diverse, al futuro incerto delle giovani generazioni che cercano rifugio all’estero.

Per rappresentare la complessità del proprio mondo la scrittrice sceglie di porre al centro della narrazione l’interiorità e il vissuto dei personaggi, esseri umani che cercano di intessere relazioni tra loro. L’esperienza della prigionia, della tortura e della separazione dai propri cari stravolgono la loro esistenza, portandoli a percorrere cammini non veramente scelti, deviazioni da un vissuto solo sperato.

Una giovane donna alawita innamorata di un druso che viene arrestato e detenuto per oltre dieci anni. Un anziano vedovo che si innamora di una giovane spagnola. Una coppia sposata divisa dall’esperienza del carcere. Questo l’universo dei personaggi che Rosa Yassin Hassan sceglie per rappresentare una società in divenire, complessa e ferita.

Il corpo acquisisce un ruolo centrale, mezzo di espressione dei conflitti interiori frutto della violenza di un regime che non lascia spazio all’individuo. Il desiderio si mescola alla sofferenza, la perversione all’amore, il sesso alla pornografia come a testimoniare che laddove la parola non è libera, o non è stata liberata, si genera una confusione linguistica che investe tutta la sfera dell’esistenza umana.

Martina Censi è studentessa di dottorato all’università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente risiede a Beirut.