La giornata di uno scrutatore di… Homs

(di Riccardo Cristiano, Il Mondo di Annibale) La storia offre al figlio di Amerigo Ormea l’opportunità di una seconda giornata indimenticabile, una seconda giornata capace di capovolgere un mondo ideale, mentale. La prima giornata rivoluzionaria, quella di suo padre, Amerigo Ormea, risale al 1953, quando lui, intellettuale comunista, andò a fare lo scrutatore al Cottolengo di Torino per impedire che minorati fisici e mentali venissero trasformati in truppe cammellate per votare Dc.

Quella sua giornata in mezzo a quell’umanità dolente, umiliata, sofferente, oggetto del capolavoro di Italo Calvino “La giornata di uno scrutatore”, mise in crisi tutte le sue certezze e fece di lui un altro uomo.

Chissà se il figlio di Amerigo Ormea, dagli entusiasmi giovanili simili a quelli che furono di suo padre, andrà a fare lo scrutatore ad Homs tra pochi giorni, il 26 febbraio, quando si svolgerà il referendum confermativo della riforma costituzionale voluta dal presidente Bashar al-Assad. Arriverebbe in un ospedale per impedire che minorati fisici e mentali, feriti e mutilati, vengano impediti dall’andare al seggio, strumentalizzati dai partiti religiosi che si oppongono ad Assad.

Ma quel giorno in mezzo a quell’umanità dolente, umiliata, sofferente potrebbe smantellare le sue certezze, e farne un uomo nuovo. Sicuramente si chiederebbe, come si chiese suo padre nel 1953, cosa sia l’umano, per arrivare alla risposta che “l’umano arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo”. (Il Mondo di Annibale, 16 febbraio 2012)