Siria, L’ultimo video di Mika Yamamoto

Le ultime immagini registrate con la videocamera da Mika Yamamoto, l’inviata giapponese colpita a morte qualche giorno fa in Siria ad Aleppo, sono state trasmesse da Nippon Tv (Ntv), network del gruppo Yomiuri e pubblicate dal Telegraph.

La Yamamoto si trovava nella città assediata con il suo compagno e collega Kazutaka Sato al seguito di un gruppo di soldati ribelli dell’Esercito libero. Nel filmato si vedono molti volti di persone, donne e bambini affacciati alla finestre e per strada (“sono bellissimi” – dice la giornalista). Poi arriva la serie di spari e le ultime parole registrate con voce tesa – “è pericoloso”, mentre scorrono le immagini vicino a un check point dei ribelli. Non si vede quel che succede alle sue spalle ma a improvvisamente si sentono degli spari e poi il blackout.

Kazutaka Sato, testimone della tragedia, ha detto in alcune interviste ai media giapponesi di aver visto i caccia siriani bombardare il centro della città. “È la prima volta che ho visto una cosa del genere”, ha raccontato Sato, con una lunga esperienza da inviato di guerra. “Questo è quanto lo Stato sta facendo contro i cittadini ed è qualcosa che non mi era mai capitato in precedenza. Tremavo, sono rimasto sorpreso nel vedere l’immensa violenza scatenata” dalle forze governative.

In un altro video, sempre visibile sul sito del Telegraph, Sato parla da una camera d’albergo in Turchia e descrive quei momenti concitati in cui la compagna e collega Mika ha perso la vita.

“Non sono stato in grado di salvarla… era dietro di me sulla destra, a due o tre metri. Hanno cominciato a sparare all’improvviso da 20 o 30 metri. Ho visto le loro facce”. Descrive così gli ultimi attimi di vita dell’inviata.

Mostra i fori nel giubbotto della reporter e spiega : “Era una donna. Si sono accorti che era una donna e le hanno sparato. L’hanno uccisa”, dice. Il tono è grave, il dolore per la perdita è evidente. Ma è anche forte l’urgenza della denuncia: “Sono molto triste. Non ho parole per il governo siriano, per l’esercito – conclude – non ho un’opinione riguardo l’esercito siriano, ma in quanto giornalisti è nostra responsabilità mostrare al mondo quanto sta accadendo in Siria”.

Il corpo della Yamamoto, attualmente in Turchia, dovrebbe essere trasportato in Giappone in paio di giorni, una volta effettuata l’autopsia, in programma oggi.