Noi mafiosi uccidiamo anche così

(di Lorenzo Trombetta). Noi mafiosi uccidiamo anche così. Uccidiamo il figlio di chi da decenni si oppone al nostro sistema di potere.

Uccidiamo il figlio di uno degli oppositori che in Svizzera negoziano con noi per una “soluzione politica” della guerra siriana.

Noi mafiosi uccidiamo anche così. Tra il primo e il secondo round dei colloqui a Ginevra mediati dall’Onu. Tu, dissidente storico di nome Fayez Sara, osi confrontarti con noi?

Non ti sono bastati gli anni di galera che ti abbiamo inflitto negli anni ’70, quando eri membro di gruppi marxisti? Non ti sono bastati i due anni e mezzo di galera che ti sei fatto dal 2008 al 2010 perché avevi osato – assieme ad altri ingenui e illusi – sottoscrivere quel che voi chiamate “L’annuncio di Damasco” (إعلان دمشق) nel 2005? 

Non ti è bastato annusare di nuovo la muffa del carcere nel 2011, all’inizio di quella che i topi di fogna come te chiamano “la rivoluzione siriana”? Siamo stati clementi. Sei vecchio e sei bravo ormai solo a scrivere su qualche giornalaccio pagato dagli emiri del Golfo. Fai pochi danni.

Così pensavamo. Ma non ti è bastato. E hai continuato. Sempre nel 2011 ti sei messo con quelli del Comitato di coordinamento nazionale (Ccn): quelli che all’estero chiamano “opposizione tollerata” e noi chiamiamo “opposizione patriottica”. Noi arrestiamo i membri del Ccn come e quando ci pare, tanto per ricordare loro che sono “tollerati” e “patriottici” fin quando non superano le linee rosse.

Ecco, le linee rosse. Tu Fayez Sara, ne hai superate troppe ormai. Dopo aver passato il tuo tempo a giocare con il Pulpito democratico (così si chiamava? Ma come scegliete questi nomi?  Pensate di prender qualche soldino dall’Occidente se mettete “democratico” nel titolo del vostro ufficio?), sei passato alla Coalizione delle opposizioni in esilio…

Sono dei burattini prezzolati. Lo sai tu come lo sappiamo noi. E nell’agosto del 2013 ti sei fatto anche eleggere membro dell’Ufficio politico di questa Coalizione. Bene. Ti diverti a stare al tavolo ginevrino tra i negoziatori che contano? Non contate niente. E tu lo sai. Ti diverti ugualmente?

Bene. Ricordi tuo figlio Wissam? Lo abbiamo ucciso. Noi mafiosi uccidiamo anche così. E ci proviamo gusto. In particolare con i topi di fogna come te e con i figli dei topi di fogna come te. Lo abbiamo ucciso per un eccesso di attenzioni… le stesse che riserviamo ai migliori ospiti dei nostri alberghi sotterranei.

Povero Wissam, aveva appena 27 anni! E ci dicono che era padre di due figli. Ops… ci dicono che era padre di quattro figli. Ma cosa importa? Quando sarà, potremo uccidere anche loro, nipoti di un topo di fogna come te. E tu lo sai.

Sai bene che a Damasco hai lasciato parte della tua famiglia. Come sai che il 3 febbraio, tramite la polizia militare, abbiamo recapitato a tua figlia un foglietto, datato 14 febbraio e col numero di protocollo n.353, in cui la invitavamo a recuperare la salma di Wissam suo fratello. Ufficialmente è morto perché ucciso da “bande armate”.

Noi mafiosi uccidiamo anche così. E sappi che quando manderemo i nostri portaborse a Ginevra per il prossimo round di colloqui (a proposito: ancora non sappiamo se accettiamo l’invito) qualcuno di loro ti strizzerà l’occhiolino. Qualcun altro ti porgerà le condoglianze.