Pensa se non accettavano il piano della Lega Araba…!

L'immagine della Sana che apriva il notiziario il 3 novembre 2011Le piogge torrenziali abbattutesi il 3 novembre 2011 in diverse città siriane sono la prima notizia in evidenza dell’agenzia ufficiale Sana, che dà anche ampio risalto all’ennesimo raduno lealista, questa volta nella città costiera di Tortosa. Ma che ignora l’uccisione di almeno 21 civili da parte delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad all’indomani dell’accettazione “senza riserve” del regime di Damasco al piano arabo che prevede, tra l’altro, la fine della repressione.

Diciannove delle 21 vittime sono di Homs, colpita in numerosi quartieri dai colpi di artiglieria e da raffiche di armi automatiche esplosi dai numerosi posti di blocco dell’esercito, dai cannoni dei carri armati sovietici T-62 dispiegati per le vie cittadine, dall’antiaerea dei blindati semoventi di fabbricazione russa.

Le testimonianze dirette, raccolte dall’ANSA interpellando telefonicamente abitanti e attivisti di Homs, rimasti anonimi per ragioni di sicurezza, sono state confermate da numerosi video amatoriali pubblicati oggi su Youtube e che mostrano colonne di fumo sollevarsi dalle zone residenziali della terza città della Siria a nord di Damasco. In due telefonate, si sono uditi distinti in sottofondo i boati degli spari.

Il primo dei quattro punti dell’accordo annunciato ieri al Cairo tra Siria e Lega Araba prevede la fine immediata degli atti di violenza, quale che sia la loro matrice. Il regime attribuisce le uccisioni a bande di terroristi finanziati e armati dai Paesi confinanti. In questi mesi, la tv di Stato ha trasmesso numerose confessioni di presunti terroristi. Presumibilmente in carcere in attesa di processo.

Il secondo punto dell’accordo Siria-Lega Araba, che doveva essere applicato “immediatamente” quindi da ieri 2 novembre, prevede la liberazione di tutti i detenuti arrestati in questi quasi otto mesi di proteste e repressione. Nel testo del piano del Cairo, accettato da Damasco, non si fa distinzione tra terroristi e prigionieri politici. “Nessuno è stato rilasciato oggi”, ha detto da Homs, Bassem Hamwi, pseudonimo di uno degli attivisti interpellati telefonicamente.

Oltre 200 persone sono state invece arrestate a Harasta (sobborgo di Damasco) e Dayr az Zor, capoluogo della regione orientale, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Mentre due civili sono stati uccisi nella provincia di Jabal Zawiya, nella regione nord-occidentale di Idlib, e spari di arma da fuoco si sono uditi ripetuti nei pressi del Castello di Madiq, nella regione centrale di Hama, dove si pensa si sia rifugiato un numero imprecisato di disertori dell’esercito.

Secondo il bilancio dettagliato delle vittime fornito dal Centro di documentazione delle violazioni in Siria, tra il 2 e il 3 novembre sono stati uccisi 55 civili. Dal canto suo, l’agenzia Sana pubblica il 3 novembre, come settima notizia, i funerali di 13 tra poliziotti e soldati uccisi da terroristi a Homs e Hama in date non precisate.

In attesa che le porte della Siria si aprano a osservatori arabi, a giornalisti arabi e internazionali – come prevede un altro punto dell’accordo del Cairo accolto oggi positivamente dall’Ue – domani 4 novembre sono attese massicce manifestazioni anti-regime in tutti gli epicentri della rivolta. Dalla sera del 3 novembre – secondo l’Ondus – sono giunti rinforzi militari nella regione meridionale dell’Hawran, primo luogo della protesta nel marzo scorso.

Sul piano politico e diplomatico, è prevista nei prossimi giorni una conferenza dell’opposizione a Parigi, mentre al Cairo il segretario generale della Lega Araba, Nabil al Arabi, ha incontrato una delegazione del Consiglio nazionale siriano, principale piattaforma degli oppositori di cui fanno parte rappresentanti dei Comitati di coordinamento in Siria. (Scritto per ANSA il 3 novembre 2011).