Per favore, non incolpate il popolo siriano!

(di Zanzuna). Non aveva pensato a quali sono le zone più sicure per entrare in Siria. "Kenji Goto" di Salam Salahef
Kenji Goto voleva andare a Raqqa, la capitale dell’Isis.
Aveva lasciato un video messaggio prima di entrare:
Non era per la sua famiglia.
Non era per dire nulla di sé, tranne:
“Sono io e solo io mi prendo la responsabilità della mia scelta
Vi prego di non incolpare il popolo siriano
Il popolo siriano sta soffrendo da tre anni e mezzo
Vi prego… non incolpatelo”.

Lo hanno ucciso
Vestiti di nero e lui in arancione.

Il tuo sangue è entrato in quella terra
La terra della morte
La terra della paura
La terra dei diavoli
Per dire a chi l’ha creata:
“Ricordati che il popolo siriano soffre da tre anni e mezzo”.

La nobiltà non si impara a scuola
Non si acquisisce col DNA
La nobiltà semplicemente esiste o non esiste.

Ritaglio la tua foto
La attacco accanto alle foto di Rami al Sayed, Marie Colvin, Mika Yamamoto e altri ancora.

Sei la luce della luna che illumina la mia casetta abbandonata
Quella luce che mi ha invitato a riposare in pace
Sei il battito del cuore che mi ha fatto svegliare cinque minuti prima della sveglia
Non solo per me fai questo:
Ti vedo nell’aria assieme a tutti noi
Sei quella giornata di sole che riscalda la gente nei campi
Sei quell’idea brillante che illumina la mente di un attivista di Raqqa
per fare qualcosa da dentro.
Piango e dico ad alta voce:
“Please do not have a bad impression of the Syrian people
Syrian people is suffering from three years and a half….
It’s enough”.
E piango.