Barud, Rivolta siriana vittima dei giochi di potere

Secondo Ramzi Barud, opinionista di Asia Times, la rivolta siriana non è più nelle mani dei manifestanti ma delle cancellerie arabe e occidentali che stanno sfruttando il movimento secondo i loro interessi.

In Siria si è verificato uno stallo. (…) Le rivoluzioni egiziana e tunisina hanno avuto successo prima di cadere preda dei giochi di potere, raggiungendo il punto critico necessario a rovesciare il regime velocemente e chiudendo pertanto la strada a interferenze estere.

(…) In Siria la situazione è stata differente, mancando l’appoggio delle classi medie urbane. Inoltre l’esercito non è passato dalla parte dei manifestanti, né si è mantenuto neutrale. (…) In questo modo, le potenze arabe ed occidentali hanno avuto il tempo di organizzarsi, dirottando la rivolta popolare.

Il siriano medio ha iniziato inoltre a realizzare che la rivoluzione non avrebbe mai avuto successo senza un intervento esterno e questa presa di coscienza è stata istituzionalizzata nel Consiglio nazionale siriano (Cns), un organismo il cui comportamento sembra ricalcare quello del Consiglio nazionale di transizione libico.

Eppure il Cns di Burhan Ghalioun continua a ripetere che l’invio di osservatori arabi e l’apertura delle frontiere a media internazionali e arabi eviterebbe l’uso di altre opzioni.

(…) Un intervento militare esterno - prosegue Barud - produrrebbe conseguenze orribili per la Siria e l’intera regione. A causa dell’incapacità del regime di guadagnarsi il supporto di ampi settori della popolazione, ma anche di come alcuni media arabi stanno soffiando sul fuoco del conflitto confessionale, si profila uno scenario libico o da guerra civile libanese.

Il Segretario di Stato Usa Hilary Clinton avrebbe alluso alla necessità di un intervento via terra in altri casi diversi dalla Libia, ma per il momento la Casa Bianca sembra rimanere concentrata sulla lotta ad al-Qaida.

La Russia e la Cina rimangono al fianco di Damasco: il ministro degli esteri Sergey Lavrov russo avrebbe espresso preoccupazione per le aggressioni portate da “estremisti armati” contro le forze di sicurezza siriane nella provincia di Homs. Secondo Lavrov, lo scopo di questi assalti sarebbe di costringere l’esercito siriano a reagire e lanciare quindi una campagna mediatica contro Damasco. 

(…) La Lega Araba non ha alcuna credibilità, poiché rimane divisa tra interessi regionali e, storicamente, le sue risoluzioni non sono mai state efficaci. Ma alcuni Stati arabi potrebbero sare la Lega Arab come trampolino di lancio per un intervento Nato, come è avvenuto nel caso libico. (…).