Siria, come farsi beffe degli osservatori

Homs, 18 aprile 2011 - Prima del massacro di quella notteIl regime siriano corre ai ripari in vista di una possibile imminente apertura delle proprie frontiere a una missione di osservatori della Lega Araba, facendo indossare divise da poliziotti ai membri delle bande di lealisti armati, sostituendo i loro ingombranti fucili automatici con mitragliette più facili da occultare, camuffando i blindati dell’esercito come mezzi di polizia.

E’ quanto riferisce all’ANSA Nizar Hamdi, pseudonimo di uno degli attivisti anti-regime della regione centrale di Homs, principale epicentro delle proteste e dove si registrano quasi 1.400 morti in otto mesi di repressione. “I primi blindati verdi dell’esercito ridipinti di blu – afferma – li abbiamo visti a Bab Amro (quartiere di Homs) a ridosso della festa del Sacrificio”, il 6 novembre scorso. “In alcune località vicine a Homs testimoni – prosegue l’attivista dei Comitati di coordinamento locale – ci hanno raccontato di bande di shabbiha (lealisti armati) non più in abiti civili con indosso solo cinture di munizioni ma abbigliati con divise da poliziotti”.

Secondo l’attivista, i servizi di controllo e repressione si stanno adeguando in vista del possibile arrivo a Homs e dintorni di osservatori della Lega Araba, previsti dal piano che Damasco ha detto di aver accettato senza riserve il 2 novembre scorso. “Al posto dei kalashnikov (Ak-47), alcuni gruppi di shabbiha sono stati visti circolare con mitragliette simili agli Uzi israeliani”, ha aggiunto l’attivista. “Sono più facili da nascondere e destano meno nell’occhio”.