Siria, donne curde in prima linea nel nord-est

Le donne curde in prima linea nel difendere i territori siriani dominati dalla seconda più importante componente etnica del Paese dopo gli arabi. Ne parla Andrea Glioti in un servizio televisivo realizzato completamente nel nord-est della Siria e trasmesso a ottobre scorso dal primo canale della Televisione svizzera in italiano. Qui di seguito il testo del servizio, visibile a questo link.

Addestramento di giovani combattenti curde nella Siria nord-orientale

In Siria i curdi sono la seconda componente etnica del Paese dopo gli arabi, tra il 10% e il 15% della popolazione. Nel corso della rivoluzione siriana scoppiata nel 2011, i curdi sono riusciti a imporre un’autonomia de facto sui loro territori.

In queste regioni la fa da padrone il Partito dell’Unione Democratica (Pyd), la frangia siriana dei separatisti del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan attivo in Turchia. All’interno delle istituzioni militari di entrambi i partiti le donne sono in prima linea, Ypj è il nome del braccio armato del Pyd a loro riservato.

Il reclutamento delle donne viene infatti promosso come forma di emancipazione femminile, come conferma Alham Ahmad, leader del Pyd ed ex-guerrigliera:

Quando non si è in grado di liberarsi lo si fa anche attraverso la forza delle armi. La donna si aspetta che l’uomo la protegga e l’aiuti, ma noi sappiamo bene che l’uomo non la difenderà e che per di più distruggerà la sua volontà. E’ così che infatti la donna è rimasta sempre proprietà dell’uomo. E per questo è necessario che si difenda da sola e che conosca i suoi obiettivi.

Per le ragazze che imbracciano il fucile, la vita al fronte è soprattutto una via di fuga da un destino asservito ai doveri familiari. Parla una seconda combattente:

Forse mi sarei sposata e sarei diventata solamente una macchina che sforna figli… e senza che mio marito si accorgesse di me, mi avrebbe usato per mettere in pratica il suo istinto sessuale a suo piacimento.

O forse mi avrebbe picchiata e non avrei neanche potuto lamentarmi con mio padre, che avrebbe rifiutato di accogliermi, dato che sarei passata sotto la tutela di un altro uomo che mi richiederebbe di salvaguardare il suo onore.Ciononostante, non manca chi osserva il reclutamento delle donne con uno sguardoconsapevole delle considerazioni strategico-militari e dei fattori economici.

Ciononostante, non manca chi osserva, come il poeta Joan Ferso, il reclutamento delle donne con uno sguardo consapevole delle considerazioni strategico-militari e dei fattori economici:

Penso che le Unità di Protezione della Donna (Ye Pe Je) stiano investendo sulle donne presenti nella società curda, arruolandole e traendo vantaggio dal gran numero di ragazze in confronto a quello dei ragazzi, molti dei quali hanno lasciato il Paese a causa della situazione dell’economia e della sicurezza. Inoltre, alcune delle donne nelle file del Ye Pe Je provengono da nuclei familiari poveri, socialmente reietti, e cercano di esprimere se stesse e riscattare le loro famiglie attraverso questo potere concesso loro dalla militanza

Solo il ritorno della stabilita in Siria confermerà se si tratta di liberazione della donna o militarizzazione della società.