Siria, ecco a voi… l’attesa guerra civile

Carroarmato lealista a Enkhel (Daraa), fine agosto 2011In attesa dell’annuncio ufficiale da parte della Commissione mondiale per la Denominazione delle Guerre Civili (Cmdgc), noi possiamo sbilanciarci: in Siria è cominciata la guerra civile.

Come altro preferite chiamarlo un conflitto che vede ormai da dieci giorni consecutivi combattere soldati governativi e milizie lealiste contro militari disertori sostenuti da strati della popolazione negli epicentri della rivolta? Qui di seguito il resoconto odierno.

Trentasette siriani uccisi in 48 ore in diverse località del Paese: è il bilancio di quella che alcuni definiscono una guerra civile in corso in Siria tra forze fedeli al presidente Bashar al Assad e disertori dell’esercito regolare unitisi ai manifestanti anti-governativi, che da mesi invocano la caduta del regime.

Questo nel giorno in cui è stata ricevuta da Assad a Damasco la delegazione ministeriale della Lega Araba incaricata di convincere il regime a metter fine alla repressione militare e poliziesca in corso da marzo e costata la vita finora, secondo l’ONU, a oltre 3.000 persone.

L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), piattaforma operativa nel Paese da molti anni e forte di attivisti presenti in tutti i centri siriani, ha affermato che nove militari governativi, tra cui un ufficiale, sono stati uccisi oggi da presunti disertori nella regione centrale di Hama.

Secondo le fonti, degli uomini armati, che si presume essere disertori, hanno aperto il fuoco con un lanciagranate contro un mezzo dell’esercito su cui viaggiavano i militari nei pressi di Hamra. In un episodio analogo a Maarrat an Numan, nel nord-ovest, sei soldati governativi sono rimasti feriti, proprio nei pressi dove ieri altri presunti disertori avevano ucciso sette lealisti. Scontri tra disertori e governativi si sono intensificati nelle ultime settimane non solo nella regione nord-occidentale di Idlib, ma anche in quella centrale di Homs, nei sobborghi nord-orientali di Damasco e nella regione meridionale di Daraa.

I Comitati di coordinamento locale, piattaforma mediatica dei manifestanti anti-regime presenti nel Paese, forniscono stasera una lista di 21 civili uccisi nelle ultime 48 ore: ai cinque morti di ieri (tutti nella regione di Homs), si aggiungono i 16 di oggi. Dieci solo a Homs città e dintorni, tre nella provincia di Damasco (Jawbar e Duma), altrettanti a Saraqib nel nord-ovest e un altro a Dayr az Zor capoluogo della regione orientale.

Dal fronte politico, il premier e il ministro degli esteri del Qatar, a guida della delegazione della Lega Araba, ha annunciato al termine dell’incontro con Assad che domenica prossima 30 ottobre si svolgeranno nuovi colloqui con le autorità siriane. “L’incontro col presidente Bashar al Assad è stato franco e cordiale”, ha detto Hamad Al Thani. Interpellato dalla tv di Stato siriana, il rappresentante del Qatar ha detto di aver percepito “la forte volontà del governo siriano di aprire alla commissione araba per arrivare a una soluzione” in Siria.

Lo scorso 16 ottobre, dal Cairo la Lega Araba aveva concesso 15 giorni di tempo a Damasco per valutare la proposta dell’organizzazione inter-araba: fine della repressione, liberazione di tutti i prigionieri politici, avvio di un dialogo al Cairo con tutte le opposizioni in patria e all’estero, concessione a osservatori arabi di recarsi in Siria per verificare l’applicazione delle riforme promesse da Assad. Damasco aveva respinto questa proposta.

Stamani, poche ore prima dell’arrivo della delegazione inter-araba da Doha, a Damasco si è svolto quello che i mezzi d’informazione ufficiali hanno definito “il Carnevale del Milione”, in riferimento alle decine di migliaia lealisti che si sono riversate a piazza degli Omayyadi. E’ stata la terza mega manifestazione pro-regime in appena dieci giorni, dopo una prima a Damasco e una seconda ad Aleppo. Domani sarà il turno di Latakia, capoluogo della regione alawita nel nord-ovest del paese.(Scritto per Ansa il 26 ottobre 2011)