Siria, marionette per ridere della repressione

La rivolta popolare senza precedenti in Siria e la sua conseguente sanguinaria repressione ha innescato l’esplosione nel Paese di una produzione satirica a lungo soffocata dalla censura del regime.

Artisti, registi e comuni cittadini si sono cimentati nella creazione di canzoni, video amatoriali, cartoni animati, vignette che dilagano su Internet e che trovano proprio nella Rete il loro strumento di propagazione oltre confine.

Una nuova mentalità si sta facendo strada e sta giocando un ruolo attivo e su più livelli nella impari lotta contro l’arroganza e la violenza del regime.

Nel giugno scorso spopolavano in Internet una decina di video amatoriali in cui gli attivisti per smentire la tesi ufficiale di Damasco secondo cui ”bande di terroristi armati” sarebbero all’origine delle violenze, impugnavano melanzane e zucchine come se fossero granate e pistole, e sparavano innocui fuochi d’artificio da lanciarazzi di carta dichiarando: ”Ecco le nostre armi”.

Di qualche mese fa è invece il cartone animato “Il Palazzo del Popolo” (Qasr ash-Shaab), creato da un gruppo di attivisti siriani esperti in grafica digitale e animazione di nome “WikiSham” e che prendeva in giro oltre a Bashar al-Asad, altri esponente del regime. In esclusiva, SiriaLibano lo aveva tradotto in italiano.

Dilaga invece da qualche settimana su Youtube la serie: “Top Goon: Diaries of a Little Dictator“, che ha già ricevuto decine di migliaia di visite. Si tratta di uno spettacolo di burattini, messo in scena dal gruppo teatrale “Masasit Mati” (Cannucce per il mate), in riferimento al mate, bevanda originaria dell’Argentina ma da decenni molto popolare in Siria, fatta conoscere nel Paese dai numerosi siriani emigrati in Sud America.

La serie di marionette ha per protagonista Bishu, diminutivo del nome Bashar e personaggio chiaramente riferito al presidente siriano Bashar al-Asad, di cui si prendono in giro – sin dalla sigla d’apertura – i difetti nella pronuncia di alcune consonanti.

Non mancano anche i burattini che rappresentano una giornalista pro-regime, Rose of Damascus, un manifestante pacifico e un cattivissimo shabbih, uno dei lealisti armati a difesa del regime. Lo shabbih nel primo episodio della serie (che proponiamo qui di seguito) si ritrova a cantare una ninna nanna per far riaddormentare il povero Bishu, tormantato dai brutti sogni.