Siria, “Vorrei rapire qualche iraniano!”

(di Eva Ziedan). È stato un lungo giorno oggi per siriani, accompagnato dalla neve che ha ricoperto quasi tutto il Paese. E tuttavia stavolta la neve non era la benvenuta come al solito. In genere quando nevicava in Siria la gente diceva: “Iddio ha mandato del bene”. Ma adesso il freddo e la mancanza di riscaldamento, di elettricità e di cibo hanno portato la gente a pregare il Signore di non mandare il “bene”.

Circolava una notizia molto strana stamattina: un accordo tra il regime di Asad e l’Esercito siriano libero (Esl); il regime ha rilasciato 2.130 prigionieri siriani in cambio di 48 prigionieri iraniani catturati dall’Esl.

Appena diffusasi la notizia, molti civili siriani sono stati rilasciati tra cui “le quattro spose” Rima Dali, Ru’a Jaafar, Kinda e Lubna Zaaur e anche il docente alla facoltà di medicina di Damasco Zaydun Zubi, che è uno dei leader del movimento di protesta pacifico e un dirigente del Comitato di coordinamento nazionale, e con loro molti altri.

L’avvocato Michal Shammas, difensore dei diritti umani, ha affermato sul suo profilo di Facebook che “tutti i siriani che sono stati liberati dal regime sono quelli non deferiti alla giustizia e al tribunale per il ‘terrorismo’, mentre quelli che sono stati deferiti, come Mazen Darwish, Hazar Fahim, Ahmad Baqdunes e tanti altri, hanno bisogno di una amnistia da parte del parlamento… E gira voce che forse ci sarà questa amnistia nei prossimi giorni”.

La reazione dei siriani è stata confusa, divisi tra la gioia per la liberazione degli arrestati e la ferita nel sapere che i cittadini siriani valgono così poco per questo regime. Il regime avrebbe potuto richiedere infatti la liberazione di altri siriani, quei soldati dell’esercito regolare catturati dall’Esl, per esempio, quei soldati che hanno difeso il presidente e hanno ucciso altri siriani nel suo nome. E invece il regime ha chiesto la liberazione di 48 iraniani. (Certo, non c’è da sorprendersi dopo tutti i massacri compiuti dal regime di Asad!)

Ha riassunto questo stato d’animo la pagina Facebook Ayyam al hurriya (I giorni della libertà) che ha commentato così: “Il regime siriano ha liberato oggi 2.130 ‘terroristi siriani’, in cambio di 48 prigionieri iraniani arrestati dall’Esercito libero… Il regime non ha mai fatto uno scambio di questa portata per i suoi soldati e per quelli che lo difendono”.

E invece Yassin Al Haj Saleh, un noto attivista e intellettuale siriano, sulla sua pagina Facebook ha toccato un ulteriore aspetto della questione: “È una cosa veramente incredibile, chiedere la liberazione di prigionieri iraniani catturati dall’Esl per scambiarli con altri siriani presi dal regime di Asad. Questa notizia ha senso solo se consideriamo il regime come un’agenzia iraniana. Lo scambio non sarebbe avvenuto se questi iraniani fossero normali cittadini. Il cittadino iraniano non è più caro al governo iraniano di quanto il cittadino siriano sia caro al regime di Asad”.

(Saleh evidentemente confuta la versione diffusa dai media ufficiali, secondo la quale i cittadini iraniani erano stati rapiti in Siria mentre si recavano in pellegrinaggio).

E Razan Ghazzawi, la nota blogger e attivista, ha commentato così: “Dopo lo scambio di oggi, è stato provato che i siriani praticamente non hanno nessuno che li aiuti… Vorrei dire a tutte le organizzazioni per i diritti umani e alla comunità internazionale ‘Grazie per tutti vostri sforzi. Ma guardate, i nostri giovani sono riusciti a liberare i loro amici senza il vostro aiuto’”.

E se questi erano i commenti di alcuni intellettuali, quello che la gente comune si diceva sullo scambio è stato: “Vorrei rapire qualche iraniano!”.