Terrore dal cielo, i cassoni-bomba di Assad

Ariha, esplosione di un cassone-bomba (Youtube)(di Lorenzo Trombetta). L’elicottero militare sgancia il suo inedito carico di morte contenuto in un cassone dell’acqua riempito di tritolo e ferraglie: è la nuova arma del regime siriano per uccidere, punire e terrorizzare gli abitanti della regione nord-occidentale di Idlib da più di due anni solidale con la rivolta.

Testimoni oculari di Ariha arrivati a Gaziantep, cittadina turca distante circa 30 km dal confine con la Siria, ricordano che “il primo cassone-bomba è caduto durante la festa per la fine di Ramadan” (si vedano i video in fondo alla pagina).

Era il 10 agosto”. Jamil, pseudonimo di un attivista di Ariha, ricorda “perfettamente quel giorno. Otto palazzine alte ciascuna quattro piani e piene di civili sono state rase al suolo. Molti corpi sono ancora sotto le macerie perché non abbiamo i mezzi per estrarli”. Ariha è una cittadina al crocevia di due assi stradali chiave della Siria in guerra: quello Damasco-Aleppo sud-nord, e l’altro Aleppo-Latakia est-ovest.

“Ariha è oggi circondata dalle truppe del regime con 12 posti di blocco ma è stata a lungo roccaforte dell’Esercito libero (Esl, i ribelli che non partecipano alle operazioni dei jihadisti)”. Dal 10 agosto, “l’incubo dei cassoni e dei barili-bomba ci ha fatto dimenticare il pericolo dei MiG”, afferma Marwan, pseudonimo di un altro attivista di Ariha.

“Il Mig si alza in volo, colpisce il suo obiettivo in modo piuttosto preciso con uno o due razzi e vola via. Mentre i cassoni bomba – continua Marwan – sono caricati su elicotteri e sganciati da un’altezza maggiore, tanto che non si sa mai dove sta per colpire. Dopo uno ne arriva un altro… uno stillicidio che può continuare per ore”.

“Quel che terrorizza di più è il rumore vibrante che fa quando cade. Si trema solo a sentirlo. E ci sono casi di donne o anziani che hanno avuto crisi di nervi durante questi bombardamenti. L’impatto – racconta Jamil – è tremendo. Se una saponetta di tritolo può bruciare metà sala da ballo, si immagini l’effetto devastante che può avere l’esplosione di un cassone d’acqua pieno di esplosivo, chiodi e pezzi di ferro, scarti di cantieri edili”.

“Quando senti quel rumore venire dal cielo sai che potrà colpire nel raggio di cinque chilometri. E sai anche – riprende Marwan – che non hai il tempo di fuggire. Puoi solo sperare e pregare. Prima che arrivassi qui a Gaziantep, mi sono trovato un giorno in strada: abbiamo sentito un cassone-bomba stava per cadere. Ho preso in braccio mio figlio e siamo scappati dentro un garage. Sapevo che se avesse colpito il palazzo, per noi non ci sarebbe stato scampo”. (Ansa, 27 settembre 2013).