Wissam al Jazairi, quando piange la luna

Quando piange la luna di Sham,

quando piange Damasco,

allora so che l’umanità è in lutto.

(di Caterina Pinto). Tra i mosaici che ricoprono la qubbat al khazna, la cupola del tesoro della moschea degli Omayyadi di Damasco appare un occhio dal quale cadono grosse lacrime.

Si tratta di una delle opere di Wissam al Jazairi, giovanissimo artista siriano che preferisce definirsi “designer”, perché – come spiega in un’intervista esclusiva a SiriaLibano: “Non ho studiato belle arti, ma progettazione grafica, prima all’Università americana di Beirut e poi a Dubai, perciò mi definisco designer, piuttosto che illustratore o calligrafo”.

Al Jazairi è uno dei tanti talenti che stanno emergendo in Siria durante questi lunghi mesi di rivolta in cui finalmente gli artisti riescono a superare gli stilemi estetici e le costrizioni imposti dal regime e si esprimono senza restrizioni, né censure, grazie soprattutto ai social network e alla loro distribuzione virale.

E infatti sono proprio le sue ultime opere, quelle ispirate dalla rivoluzione siriana, che rappresentano la formulazione più riuscita del suo percorso artistico, i suoi lavori più maturi. “La rivoluzione siriana è l’avvenimento più importante della mia vita: è lei ad aver fatto di me quello che sono dal punto di vista intellettuale e ad aver forgiato la mia personalità. E questo si riflette nei miei lavori artistici”.

I modelli di riferimento di Wissam al Jazairi – oltre ai classici – sono Giorgio de Chirico e i pittori metafisici: “Ho provato a far sì che i miei lavori fossero più vicini ai sentimenti e l’idea celata in essi al design della propaganda politica”.

Manipola le fotografie: ne esaspera i colori, distorce le immagini, aggiunge disegni, così da ottenere effetti espressionistici. La realtà è riprodotta attraverso la sua prospettiva personale, attraverso la lente della sua emotività.

I vicoli della città vecchia di Damasco, le strade di Homs, le norie di Hama sono i luoghi in cui si aggirano i fantasmi dei “martiri” della violenza, di coloro le cui vite sono state falciate improvvisamente dalla morte incappucciata.

Eppure accanto all’orrore, non manca la speranza, la fiducia che la Siria – novella fenice – possa presto rinascere a nuova vita dalle ceneri della sua follia omicida.

“Nei miei ultimi lavori ho provato a trasformare le immagini della distruzione, della devastazione e della morte in Siria in opere d’arte, nelle quali ci fosse un po’ di speranza. L’arte è secondo me l’unico strumento che incarna il significato più vero e umano della rivoluzione nel mezzo di questo conflitto sanguinario e doloroso”.

Ecco qui di seguito una selezione delle opere di Wissam al Jazairi.